Artrite reumatoide: Rituximab efficace e sicuro nell’artrite reumatoide attiva, resistente ai DMARD tradizionali o ai farmaci biologici

| 22/03/2010 17:32

Durante un studio effettuato presso la Clinica di Reumatologia, Azienda Ospedaliero-Universitaria "S. Maria della Misericordia" Università di Udine,i ricercatori hanno esaminato i possibili predittori di risposta a Rituximab nei pazienti con artrite reumatoide. Allo studio hanno partecipato 57 pazienti con artrite reumatoide di lunga durata, trattati con Rituximab dopo fallimento della terapia con DMARD tradizionali o inibitori del TNF-alfa.
All’analisi univariata, è stato osservato che il numero di precedenti trattamenti falliti con farmaci anti-TNF-alfa ( p=0.005 ), il punteggio HAQ ( Health Assessment Questionnaire ) ( p=0.013 ), il fattore reumatoide ( p=0.0002 ) e gli anticorpi anti-CCP ( peptide ciclico citrullinato ) ( p=0.006 ) erano associati a una risposta ACR maggiore o uguale a 50 alla fine del sesto mese.

L’analisi multivariata ha confermato che il numero di precedenti, falliti, trattamenti con farmaci anti-TNF, il punteggio e il fattore reumatoide al basale, ma non gli anticorpi anti-CCP erano associati a una risposta ACR maggiore o uguale a 50.
La risposta EULAR moderata/buona era associata al tasso di sedimentazione eritrocitaria ( ESR; p=0.036 ), al punteggio HAQ ( p=0.032 ), e al fattore reumatoide ( p=0.01 ) all’analisi univariata, mentre solo la positività per il fattore reumatoide era associata alla risposta EULAR moderata/buona all’analisi multivariata.
In conclusione, la positività per il fattore reumatoide, piuttosto che la positività per gli anticorpi anti-CCP, è risultata essere un predittore di risposta al Rituximab, indicando che i pazienti positivi per il fattore reumatoide con bassa disabilità possono ottenere una risposta clinica quando trattati con Rituximab dopo un primo fallimento con un farmaco anti-TNF o dopo le tradizionali terapie con DMARD.
 

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