Lazio, picco della spesa farmaceutica: intervengono le Fiamme Gialle

Silvio Campione | 22/03/2010 20:12

Il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha disposto un'indagine sulla spesa farmaceutica della Regione Lazio. Lo riferisce una nota del ministero. ''In merito a notizie diffuse da organi di informazione su presunti sprechi relativi alla spesa farmaceutica della Regione Lazio dovuti all'acquisto di farmaci senza gli sconti previsti dalla legge 405 del 2001 - si legge nella nota - il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha disposto un'indagine specifica per verificare le procedure di gara e le modalità di distribuzione relative ai farmaci effettuate dalla Regione e dalle Asl del Lazio nel periodo considerato''.
 

''Il Rapporto della Guardia di Finanza in materia di spesa farmaceutica nel Lazio conferma la necessità di combattere sprechi e inefficienze in tutta la Sanità con una determinazione senza precedenti''. Lo sottolinea in una nota Farmindustria, secondo la quale servono ''più controlli per recuperare risorse che consentano di rispondere sempre meglio alla domanda di salute dei cittadini e al loro diritto di accesso alle cure e all'innovazione''. Ma ''per risolvere davvero i problemi della Sanità, le Regioni devono colpire sprechi e inefficienze ovunque si registrano''. E' ora, secondo l'associazione industriale, ''di mettere seriamente sotto osservazione, invece, anche tutte le altre componenti della Sanità, soprattutto nelle Regioni, come il Lazio, che registrano forti squilibri di bilancio'', perché la spesa farmaceutica, ''nonostante rappresenti il 16% di quella sanitaria totale, è colpita da anni con tagli continui per coprire disavanzi altrui''. ''Non è più possibile - prosegue la nota - che voci come i 'beni e servizi' aumentino di 157 euro pro-capite dal 2004 al 2008, mentre quella farmaceutica convenzionata diminuisca nello stesso periodo di 19 euro, con una minore spesa di 600 milioni. Così come non è più possibile che cinque Regioni (Lazio, Campania, Sicilia, Puglia e Liguria), con il 37% della popolazione nazionale, abbiano accumulato tra il 2003 e il 2008 più dell'80% dei disavanzi nella Sanità pubblica''.
 

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