Crisi colpisce sorriso italiani, cure dentali un lusso

Odontoiatria | | 23/03/2010 12:41

Si sentono le conseguenze della crisi economica sulla salute degli italiani, soprattutto se si guarda il loro sorriso: sotto il peso della scarsa disponibilità finanziaria, infatti, il ricorso alle cure odontoiatriche, in 9 casi su 10 a carico dei cittadini, è stato un 'lusso' che solo poco più di una famiglia su tre (il 39,7%) si è potuta permettere. Lo rivela la settima edizione del rapporto Osservasalute, presentata oggi all'università Cattolica di Roma. Anche a tavola gli italiani sembrano costretti a dover fare economia. Per molti di loro la dieta mediterranea è divenuta troppo costosa da seguire e conseguenza si consuma poca frutta e verdura: solo il 5,6% dei connazionali mangia le cinque porzioni giornaliere raccomandate. Tutto questo, unito al fatto che solo un italiano su cinque pratica uno sport regolarmente, rende i cittadini del bel Paese sempre più grassi: oltre uno su tre è in sovrappeso. Si va approfondendo, inoltre, il gap tra Nord e Sud del Paese, con il settentrione più attento alla salute, meno grasso e sedentario; il Mezzogiorno, invece, presenta crescenti fattori di rischio per malattie cardiovascolari e tumori, che infatti, proprio nelle regioni meridionali registrano un aumento di incidenza.

"Il rapporto anche quest’anno conferma una progressiva divaricazione tra le diverse aree del Paese - commenta Walter Ricciardi, Direttore di Osservasalute - con le regioni del Centro-Sud che appaiono sempre più in difficoltà nel garantire adeguate risposte alle esigenze di salute dei propri cittadini. E le premesse per il futuro non sono rosee, perché all’aggravarsi dei fattori di rischio, cattiva alimentazione e sedentarietà in primis, non fa fronte né un'adeguata strategia preventiva, né una di diagnosi precoce e pronta risposta terapeutica da parte delle Regioni più in difficoltà. La speranza è che, come sembra stia avvenendo, il 'rinato' ministero della Salute svolga un ruolo sempre più attivo nel mitigare le diseguaglianze geografiche e sociali emergenti, attraverso una collaborazione con le Regioni non solo centrata su aspetti finanziari, ma anche di miglioramento della governance clinica delle organizzazioni sanitarie e delle strategie di prevenzione sia primaria che secondaria".

Fonte:eukra

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