Tumori: Fazio, per cancro seno screening personalizzati in base a rischio

Adelaide Terracciano | 24/03/2010 11:01

asl chirurgia screening

Rischio cancro al seno alto, intermedio o basso. Presto le donne potrebbero essere catalogate così e 'smistate' a percorsi di screening su misura, a seconda della predisposizione a sviluppare un tumore al seno. E' l'idea del ministro della Salute Ferruccio Fazio che, oggi a Milano nel corso di un simposio scientifico sulla salute in rosa promosso dalla Fondazione Bracco, parla di alcune "strategie innovative" in cantiere per l'attività di prevenzione dedicata al gentil sesso.
"Pensiamo a strategie personalizzate in base ai fattori di rischio e all'età", per rivoluzionare un sistema che oggi prevede "un'unica strategia per una precisa fascia d'età con controlli ogni due anni". Invece, sottolinea Fazio, "a seconda del livello di rischio e dell'età si possono individuare strategie che combinano non solo la mammografia, ma anche l'ecografia e la risonanza magnetica".

L'ipotesi è: "In presenza di rischio alto, cioè genetico e familiare, si potrebbero fare una risonanza magnetica e un'ecografia nelle donne dopo i 29 anni, ogni anno. Per quelle che rientrano nella fascia intermedia, si potrebbe pensare a un'ecografia annuale obbligatoria dopo i 40 anni, per evitare il rischio di falsi negativi, e per le donne con rischio basso solo la mammografia biennale". Su
questo fronte, spiega Fazio, "stiamo facendo queste valutazioni, poi decideremo. C'è anche l'idea di affiancare il medico al tecnico che esegue l'esame, se questo può servire a rassicurare la donna e a rendere più umano il percorso. Ma è un'ipotesi che va verificata". La prevenzione è fondamentale per ridurre drasticamente numerose patologie femminili, aggiunge Diana Bracco, presidente del gruppo e della Fondazione Bracco. La storia del tumore al seno "è emblematica. E' dimostrato che, laddove la popolazione femminile è più sottoposta a frequenti screening, la mortalità per tumore alla mammella diminuisce, i trattamenti chirurgici sono più limitati e i risultati a lungo termine sono migliori". Una riflessione su prevenzione e diagnosi precoce, sottolinea Bracco, "non deve essere effettuata solo all'interno del mondo della ricerca scientifica e della pratica medica, ma deve coinvolgere anche il mondo della politica. In questo contesto, grande risalto assumono le campagne di sensibilizzazione e di screening che le amministrazioni regionali e le istituzioni nazionali programmano e avviano".
Fonte: Adnkronos