Sanità: Fimmg, da aprile a rischio 1 mln certificati malattia al mese

Adelaide Terracciano | 24/03/2010 16:40

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"Dal 3 aprile i medici di famiglia italiani potrebbero non essere più in grado di garantire la certificazione per malattia per almeno un milione di lavoratori dipendenti pubblici e privati ogni mese, se non si troverà una soluzione per dare una corretta interpretazione alla nuova normativa sulle certificazioni on line". Lo paventa in una nota il segretario nazionale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), Giacomo Milillo, che stamattina ha inviato una lettera ai quasi 30 mila iscritti della Federazione per esprimere la sua preoccupazione.
"E' quanto succederà - spiega Milillo - se nell'incontro previsto per domattina tra Fnomceo, ministero della Salute, Inps e ministero della Funzione Pubblica non si troverà la soluzione per l'interpretazione del decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del19 marzo, sulla definizione delle modalità tecniche per la predisposizione e l'invio telematico dei dati delle certificazioni di malattia al Sac, il sistema di accoglienza centrale ossia l'infrastruttura tecnologica del ministero dell'Economia e delle finanze che consente la ricezione dei dati delle ricette mediche e dei certificati di malattia trasmessi in via telematica dagli utenti".

"La Fimmg - prosegue Milillo - nell'interesse primario della tutela della salute dei cittadini e della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, ha sempre sostenuto i percorsi di innovazione, in particolare dell'informatizzazione e della messa in rete dei propri medici con tutti gli attori del servizio sanitario. Grande è stato il nostro sforzo formativo e informativo sui nostri medici e con orgoglio, senza possibilità di smentita, posso affermare - sottolinea - che la categoria dei medici di famiglia italiani è la più informatizzata tra tutte quelle del Ssn". "Non è possibile però chiedere ai medici di fare ciò che le nuove disposizioni di legge vietano - sottolinea Milillo - pena l'esposizione a gravi sanzioni civili e penali, in particolare le certificazioni per malattie brevi, che molto risentono del rapporto di fiducia e della conoscenza dei problemi di salute del paziente, spesso in assenza di segni e sintomi obiettivabili".
"Neppure possiamo ipotizzare che, conoscendo i ritardi e le carenze del sistema informativo nazionale, in tempi brevi e con propri mezzi i medici di famiglia italiani possano essere messi in grado di dare attuazione pratica a quanto disposto dal decreto ". Insomma, per questi motivi "il 27 marzo - conclude Milillo - il Consiglio nazionale della Fimmg valuterà le azioni da mettere in atto a tutela dei medici
e dei lavoratori assistiti".

Fonte: AdnKronos