Anaao, il ministero dell’Economia attacca il nostro contratto: mai abbassare la guardia. Cgil: occorre chiarezza

Sindacato | Silvio Campione | 24/03/2010 19:10

''Mentre continua un dibattito sulla sanità centrato sulle proposte di privatizzazione, sull'enfasi degli sprechi e costi del servizio sanitario pubblico, unanimemente riconosciuto come uno dei migliori al mondo nonostante sia uno dei meno finanziati, ecco che arriva l'attacco al nostro contratto da parte del Ministero dell'Economia''. L'Anaao Assomed, il maggiore sindacato dei medici dirigenti, commenta così le notizie sull'interpretazione del Ministero dell'Economia alla preintesa relativa al secondo biennio del contratto nazionale di lavoro siglato dalle parti il 10 febbraio scorso. ''Pur non trattandosi di una bocciatura esplicita - prosegue l'Anaao - la richiesta di chiarimenti e di distinguo su numerosi aspetti decisivi del contratto appare strumentale.

 In particolare vengono fatti rilievi su precariato, esclusività di rapporto, e sulle risorse aggiuntive regionali nonostante siano state regolarmente erogate con la stessa formulazione al personale del comparto''. ''Lo avevamo detto - conclude il sindacato - non dobbiamo abbassare la guardia, bensì dobbiamo portare avanti la vertenza salute per motivazioni generali, professionali e categoriali''. I medici ''aspettano il rinnovo del contratto da 27 mesi, e adesso, al di là delle promesse di efficienza di Brunetta disciolte alla prova dei fatti, si rischia di andare anche oltre l'estate''. A sostenerlo è Massimo Cozza, segretario nazionale Fp-Cgil Medici, secondo il quale ''il blocco del contratto dei medici 2008 2009 da parte del Ministero dell'Economia, con la richiesta di nuovi elementi all'Aran del Ragioniere Generale dello Stato Canzio, pur trattandosi di un testo condiviso dalla Funzione Pubblica, rimette in discussione in primo luogo il pasticcio della indennità di esclusività nel monte salari, per il quale non avevamo sottoscritto l'ipotesi di accordo''. ''A questo punto c'è bisogno di chiarezza da parte di tutti. Per quanto ci riguarda rilanciamo la proposta di una adeguata e certa rivalutazione della indennità di esclusività nel tempo, senza il rischio di essere dissolta nel monte salari, e solo per chi sceglie di lavorare unicamente nella sanità pubblica'', aggiunge Cozza, definendo ''non accettabile la scomparsa dal contratto della questione del precariato, quando sempre di più i medici hanno rapporti di lavoro flessibili e senza garanzie, pur lavorando in snodi fondamentali della sanità pubblica, a partire dai dipartimenti di emergenza''.

 

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