Infezioni epatite B: in Asia 75% di casi, immigrati in Europa a rischio

Gastroenterologia | Adelaide Terracciano | 25/03/2010 15:51

Emergenza epatite B in Oriente. L'Asia è infatti la regione più colpita al mondo dal virus, con il 75% dei portatori cronici, circa 20 milioni solo in Cina, che si trova in questa zona del mondo. E in molti Paesi europei, gli immigrati dalle regioni altamente endemiche hanno una probabilità fino a 90 volte più elevata di sviluppare epatite B cronica, rispetto alla popolazione nativa. Questi trend contribuiscono a cambiare il panorama della prevalenza della malattia, rendendo la conoscenza globale del problema una priorità per la salute pubblica di tutto il mondo. Il bilancio è stato tracciato in occasione del 20esimo congresso dell'Asian Pacific Association for the Study of the Liver (Apasl), che si apre oggi a Pechino.
Nel 2006, gli asiatici rappresentavano circa il 16% della popolazione immigrata nell'Unione europea, con una forte prevalenza di cinesi. E solo in Cina, circa 20 milioni di persone presentano infezione cronica di epatite B, rispetto ai 14 milioni di persone nell'area che comprende Europa, Medio Oriente e Africa del Nord. La mortalità è significativamente più alta nella Repubblica popolare cinese, con 280 mila decessi ogni anno rispetto ai 36 mila in Europa.

Inoltre, se nel mondo la spesa economica annuale per l'epatite B raggiunge 1 miliardo di dollari (734 milioni di euro), la Cina spende circa 900 miliardi di Yuan (93 milioni di euro) ogni anno. Il Governo cinese sta comunque intervenendo contro l'epatite B: ha stabilito un piano di quattro anni per combattere la malattia attraverso una maggiore prevenzione e la riduzione della prevalenza. Il programma presenta quindi due obiettivi principali: la significativa diminuzione dei tassi di infezione e la riduzione della mortalità per epatite B e per le sue complicanze, tra cui cirrosi e cancro al fegato. E i risultati sono arrivati: i sondaggi nazionali del 1992 e del 2006 hanno dimostrato una riduzione del numero di infezioni nei bambini di quasi 80 milioni, e la riduzione del tasso di infezione da epatite B dal 9,7% al 7,2%.
Inoltre, il vaccino è stato ufficialmente incluso nel programma di immunizzazione nazionale per i bambini dal 2002, con fondi governativi parziali, ed è divenuto completamente gratuito per tutti i bambini nel 2005. Nel 2009, poi, è stato attivato un programma addizionale di due anni per vaccinare tutti i nati tra il 1994 e il 2002, che non avevano usufruito dell'accesso al vaccino offerto precedentemente dal Governo.
In generale, però, il problema rimane: ogni anno, le complicanze associate all'epatite B cronica non trattata causano più di 350 mila morti nella regione dell'Asia-Pacifico. Alcuni studi suggeriscono che nella popolazione di quest'area possa esistere un'associazione genetica con l'aumento del rischio di epatite B cronica, ma gli esperti lanciano un appello affinché si diffonda di più la conoscenza della malattia.

Fonte: AdnKronos

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