Tumori: Dimitri (Wfu) su senescenza cellule, promessa per cancro prostata

Urologia | | 26/03/2010 14:26

La scoperta dell'interruttore genetico che, disattivando SKp2, può far invecchiare e morire le cellule tumorali "rappresenta la promessa di un nuovo metodo per combattere il tumore della prostata". Lo ha affermato Mauro Dimitri, presidente della World Foundation of Urology (Wfu).
La ricerca del gruppo dell'Harvard Medical School (Usa) diretto da Pier Paolo Pandolfi, "sperimentata proprio su cellule tumorali della prostata umana oltre che di cavie, è un passo molto importante per la futura terapia genica e non invasiva del primo tumore che colpisce l'uomo - ha sottolineato Dimitri - Ma per combattere efficacemente il tumore della prostata - ha aggiunto - è anche importante continuare con l'informazione per la diagnosi precoce, che permette di scoprire in anticipo questo tumore che non dà sintomi, consentendo interventi risolutivi".

A partire dai 45 anni di età è "importante eseguire annualmente la visita urologica e il dosaggio del Psa. Inoltre per chi ha una familiarità per questo tipo di tumore è consigliabile avviare la prevenzione a 40 anni".

Fonte: AdnKronos
 

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