“L'efficacia del ranelato di stronzio sulla sintomatologia dolorosa da osteoporosi: esperienze cliniche”

Ortopedia | Stefano Finucci | 26/03/2010 15:35

Dr. Stefano Finucci
Fisiatra


La sintomatologia algica dell’osteoporosi si presenta indubbiamente subdola e difficilmente riconoscibile; infatti il dolore osseo dovuto all’osteoporosi viene spesso confuso con la patologia artrosica. Tuttavia vi sono degli elementi che possono aiutare a differenziare l’insorgenza di tale disturbo: il dolore dell’artrosi si manifesta in genere all’inizio di un movimento, dopo un periodo di immobilità prolungata, ad esempio, al mattino quando ci alziamo dal letto, per poi diminuire dopo circa un ora di attività fisica. Il dolore dell’osteoporosi, al contrario, tende a manifestarsi e crescere in ortostatismo prolungato e durante attività fisica protratta, localizzandosi spesso nel rachide dorsale e lombo-sacrale. L’origine di tale dolore sembrerebbe correlato a iniziale deformità vertebrale, capace di modificare variamente l’assetto posturale di un paziente, specie in ortostatismo. Il dolore può essere successivamente violento ed improvviso in caso di crollo vertebrale o rilevante deformità, dovuta a cause traumatiche o non(1).
Il fisiatra per formulare diagnosi di osteoporosi, potrà avvalersi di un accurato esame clinico mediante anamnesi (valutazione dei fattori di rischio) ed esame obiettivo (sede e modalità di comparsa di eventuali pregresse fratture, perdita di statura, ipercifosi dorsale, tipo di dolore scheletrico, postura, tono-trofismo muscolare, etc.); avendo sospetto della patologia potrà valutare la prescrizione degli esami di laboratorio e delle indagini strumentali qualitative e/o quantitative. Definita la diagnosi di osteoporosi, potrà consigliare al paziente di assumere una quantità adeguata di calcio e vitamina D ed eliminare o ridurre alcuni fattori di rischi, associare eventuale adeguata terapia farmacologia, ma ancor più, dovrà istituire un valido trattamento riabilitativo(2).
L’attività fisica ben correlata all’età ed alle co-morbilità di ogni singolo paziente affetto da osteoporosi, sembra capace di ridurre il rischio di fratture, la gravità dell’osteoporosi ed il dolore ad essa connesso(3).
 

L’attività antalgica dei farmaci comunemente prescritti per la terapia dell’osteoporosi, non sembra ancora essere così evidente dal punto di vista scientifico. Particolarmente interessante si è dimostrato lo studio di Marquis P. et al, eseguito su 1240 pazienti donne affette da osteoporosi post-menopausale, trattate con Ranelato di Stronzio vs Placebo, che ha dimostrato un significativo miglioramento della qualità di vita nei pazienti trattati con Ranelato di Stronzio, utilizzando questionari quali QUALIOST ed SF-36, che evidenziavano anche la riduzione della sintomatologia algica ed il ripristino di alcune attività di vita quotidiana precedentemente ridotte(4).
Per evidenziare meglio l’attività antalgica del Ranelato di Stronzio, è stato condotto uno studio pilota che ha arruolato 21 donne affette da osteoporosi conclamata, con dolore in sede lombo-sacrale persistente da almeno 2 mesi di grado moderato (valore non < a 5 secondo la scala VAS). I criteri di esclusione sono stati considerati la contemporanea somministrazione di altri farmaci per l’osteoporosi, l’assunzione di farmaci antidolorifici diversi dal Paracetamolo con dosaggio massimo di una compressa da 1 gr per 2 die o, in alternativa, Ibuprofen 600 mg 1 bust/die, la patologia diabetica, la presenza di ernia o protrusione discale vertebrale, frattura-crollo vertebrale o deformità con riduzione in altezza >3 millimetri, precedenti terapie con Ranelato di Stronzio, patologie reumatologiche diagnosticate precedentemente all’arruolamento. I criteri di inclusione erano la presenza di osteoporosi (BMC o BMD inferiore a -2,5 DS nella media di persone adulte sane, secondo i criteri stabiliti dall’OMS), presenza di dolore costante non inferiore a 2 mesi, con valore VAS compreso tra 5 ed 8 al momento dell’arruolamento. A tutte le partecipanti era chiaramente indicata la possibilità di rifiutare il trattamento mediante Ranelato di Stronzio in qualsiasi momento dello studio, indicando anche le possibili controindicazioni e rischi del farmaco oggetto dello studio. Ai pazienti arruolati veniva consegnato un diario ove veniva annotato giornalmente il livello di dolore mediante VAS, per un periodo di 3 mesi, indicando anche l’eventuale consumo di Ibuprofen o Paracetamolo. I pazienti tutti hanno iniziato il trattamento della terapia con Ranelato di Stronzio, mediante somministrazione di una bustina 2g/die nelle ore serali, lontano dall’ultimo pasto giornaliero. Dopo circa due mesi dall’arruolamento, 2 pazienti sono state escluse dallo studio, una dichiarando di avere difficoltà nel compilare il diario giornaliero, l’altra non giustificando le cause. Hanno terminato lo studio 19 donne, compilando giornalmente la scala VAS e mantenendo costante l’assunzione di Ranelato di Stronzio.
L’analisi dei dati forniti dalle pazienti sulla variazione della scala VAS non ha mostrato variazioni significative nel primo mese di osservazione; in tale periodo, infatti, si è avuto un consumo di farmaci analgesici e Fans costante, con una media di scala VAS di 6.9. Nel secondo mese si è notata la riduzione di circa il 20% (20,5) di consumo di antidolorifici, con un modesto abbassamento della scala VAS, pari a 6.3. Nel terzo mese, infine, si è mostrato una riduzione significativa del consumo di analgesici pari a circa il 30% (28%), ed una riduzione della scala VAS che in media ha avuto il valore di 5.8.
Tale studio non può essere certamente considerato conclusivo sull’attività antidolorifica associata del Ranelato di Stronzio, trattandosi di uno studio pilota; tuttavia le prospettive sugli studi futuri sembrano incoraggiare ed invitano ad ulteriori approfondimenti statistici su tale attività.


Bibliografia essenziale

1. Roux C et al. Strontium ranelate reduces the risk of vertebral fracture in young postmenopausal women with severe osteoporosis. Ann Rheum Dis. 2008 December; 67(12): 1736–1738.
2. Marquis P et al. Strontium ranelate prevents quality of life impairment in post-menopausal women with established vertebral osteoporosis Osteoporos Int. 2008 Apr;19(4):503-10. Epub 2007 Oct 11.
3. Reginster JY et al. Strontium ranelate reduces the risk of nonvertebral fractures in postmenopausal women with osteoporosis: Treatment of Peripheral Osteoporosis (TROPOS) study. J Clin Endocrinol Metab. 2005 May;90(5):2816-22.
4 Reginster JY et al. Effects of long-term strontium ranelate treatment on the risk of nonvertebral and vertebral fractures in postmenopausal osteoporosis: Results of a five-year, randomized, placebo-controlled trial. Arthritis Rheum. 2008 Jun;58(6):1687-95.


 

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