Certificati on line: la risposta del Ministero ai vostri dubbi. “I tre mesi di test serviranno a chiarire ogni difficoltà”. Passi avanti sulle assenze brevi

Silvio Campione | 26/03/2010 22:22

Avete scritto in tantissimi sui certificati on line. Si tratta di quesiti e commenti tutti interessanti per due motivi: il primo perché vengono dalla base, da coloro cioè che dovranno confrontarsi tutti i giorni con un problema così delicato, e poi perché sono affrontate questioni di rilevanza pratica che non sempre vengono prese nella dovuta considerazione da chi è nella stanza dei bottoni per decidere sulla vita e sul lavoro altrui. Come avevamo promesso, ne abbiamo parlato con i tecnici del ministero della Funzione Pubblica con i quali siamo in contatto costante proprio per esservi accanto per qualunque evenienza. E da Roma arriva l’invito a non preoccuparsi perché i quattro mesi di prova serviranno in pratica a evidenziare eventuali criticità che potranno poi essere risolte strada facendo.

 E, in ogni caso, è stato già approntato – fanno sapere dal ministero - un tavolo tecnico composto non solo dai funzionari del ministero ma anche dai rappresentanti sindacali e professionali dei medici con i quali relazionarsi in tempo reale. Il primo risultato di questo gruppo di lavoro è stato l'accoglimento di diverse sollecitazioni della Fnomceo e al chiarimento di alcuni punti che rendevano il decreto sulle certificazioni online per le assenze dal lavoro non gestibile per una serie di problemi. Amedeo Bianco, presidente della Fnomceo, commenta i passi avanti fatti con il ministro della Pubblica amministrazione e Innovazione e quello della Salute sulla normativa in questione: ''Siamo contenti - spiega - perché hanno capito un problema che ci stava a cuore e che riguardava le assenze brevi dal lavoro di 1-2 giorni''. Il decreto infatti prevedeva che i certificati dovessero contenere ''dati clinici direttamente constatati e oggettivamente documentati''. Cosa che ''ci poneva in grande difficoltà nei casi di disturbi già passati o con sintomi non documentati se non sulla base di quello che riferisce il paziente - continua Bianco - come ad esempio un mal di testa. Siamo dunque soddisfatti che si sia aperta una prospettiva chiarificatrice. Ora vediamo come procederanno i lavori''. Intanto Calogero Cremona, Giuseppe Di Pane, Carlo Campignani, Vincenzo Romano e molti altri si lamentano per i costi e per il tempo che farà perdere quest’innovazione: “I medici sono ampiamente incentivati con una serie di erogazioni economiche neanche da poco – risponde lo staff di Brunetta – per accedere all’informatica. Basta conoscere le norme”. E ormai anche i ragazzini, dicono ancora da Roma, usano palmari e netbook dal funzionamento immediato e che sono nella disponibilità di chiunque. “Saranno invece le Aziende sanitarie a dotare di postazioni informatiche idonee i medici che lavorano all’interno delle strutture territoriali”, specificano alla Funzione Pubblica. E comunque, aggiungono, molti problemi saranno affrontati nel periodo del doppio binario, cioè nei primi tre mesi durante i quali si procederà sia con il cartaceo che con il telematico. Antonio Verardi chiede, per esempio: “a chi tocca spedire il certificato redatto da un altro medico o alla dimissione da ospedale, visto che il medico di medicina generale non è tenuto alla trascrizione di un certificato che segue alla visita fatta da altri”. Dal ministero replicano che l’obbligo di inviare la certificazione on line riguarda tutti i medici prescrittori, quindi sarà il medico ospedaliero a farsi carico della spedizione del certificato attraverso la struttura dove è stato ricoverato il lavoratore. Chi invece non rientra nella categoria dei prescrittori non avrà diritto al Pin. Anche Luigi Calogero di Marco tocca un argomento di grande attualità, il digital divide (“abito in una frazione di un comune il cui capoluogo è servito da ADSl, mentre tutte le frazioni - compresa la mia - non solo non sono servite da ADSL, ma anche le varie "chiavette" non funzionano e siamo rimasti alla stratosferica velocità nominale dei 56 Kb (se va bene scarico la posta a 2-3 Kb), per spedire i certificati di invalidità bisogna aspettare la notte e impiegare ore. Immagino il "martirio" per spedire i certificati di malattia! L’esperienza dei call center è scoraggiante. L'unico vero rimedio è essere seri e creare prima i binari e poi il treno e non viceversa! Sono un appassionato di informatica e tecniche di trasmissione dati, ma non si modernizza un paese se non si stabiliscono prima vie "vere" di comunicazione”)a cui così ribattono al Dipartimento del ministero: “Più che i binari noi creiamo le stazioni – affermano -. Ma sono sempre possibili le deroghe in caso di problemi di connessione, come è scritto chiaramente nel decreto (che abbiamo pubblicato integralmente n.d.r.). Dove ci sono ancora buchi nella connessione vuol dire che si procederà in deroga al testo”. E, infine, il commento di uno dei responsabili del Ministero: “I problemi che hanno descritto i medici su Dottnet saranno affrontati di volta in volta e risolti con la collaborazione di tutti. Ribadiamo che inviare i certificati on line, una volta che il sistema sarà rodato, diventerà più semplice dell’acquisto di un biglietto del treno via Internet”. Vedremo.
Soddisfazione per i passi avanti anche se la preoccupazione non li abbandona. Così si sentono i medici di famiglia della Fimmg, dopo i chiarimenti sulla questione dei certificati online per le assenze dal lavoro brevi. ''Si tratta di un problema toccante per la categoria - spiega Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg - che può avere ripercussioni importanti, e che con la precedente formulazione penalizzava il medico con sanzioni pesanti se non certificava sulla base di dati clinici non direttamente constatati ne' oggettivamente documentati. Per fortuna hanno capito che ciò creava problemi soprattutto per le assenze brevi''. Ma tra quattro mesi tutti i medici saranno pronti ad emettere certificati online così come previsto? ''Dubito che saremo pronti per quella data - continua Milillo - ma ci rassicura il fatto che al collaudo parteciperà sia la Fnomceo e che anche noi saremo sentiti''. Ma quali sono i problemi principali per la messa in rete dei medici di base? ''Sono tanti - prosegue - a partire dal fatto che non sempre i siti funzionano e che i tempi per l'invio sono stretti. Non dobbiamo dimenticare poi che non tutte le aree del paese sono coperte dall'adsl e le difficoltà ad esempio di fare le visite domiciliari nelle comunità montane''. Ci sarà un elemento di novità importante però. ''E cioè che ad emettere i certificati online - conclude Milillo - dovrebbero essere, secondo quanto prevede il decreto, tutto i presidi pubblici, e quindi non solo i medici di base, ma anche i medici degli ospedali nei pronto soccorso, gli specialisti convenzionati e le strutture accreditate''. Lo Snami, il Sindacato nazionale autonomo dei medici italiani, ''stigmatizza con forza l'assurda volontà di chi pensa di poter far fare ai medici di famiglia qualsiasi cosa'' ed annuncia proteste ''in piazza'' in tutte le città italiane. Per Domenico Salvago, vicesegretario nazionale dello Snami, si tratta di un ''decreto farraginoso, i cui percorsi tortuosi si annunciano praticamente inapplicabili da parte dei medici: non si capisce perché non ci sia alcun rispetto per il nostro lavoro quotidiano a curare i pazienti a contatto con la sofferenza e le difficoltà''. ''Si stanno oggettivamente ponendo in essere paletti insormontabili per svolgere la nostra professione. In questo disciplinare vengono inserite norme assurde e vessatorie, incompatibili con la logica e l'attività sanitaria, dove i medici sono responsabilizzati sulla correttezza di dati burocratici che devono essere autocertificati sotto la responsabilità dei singoli lavoratori. Non si tiene minimamente conto del funzionamento delle linee Adsl, che comunque non siamo costretti ad avere in dotazione, e che soprattutto non coprono tutto il territorio nazionale''.
Silvio Campione
 

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