Antiossidanti per migliorare la qualità della vita del malato oncologico

Redazione DottNet | 28/03/2010 14:07

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Sostanze antiossidanti per stimolare la reazione immunitaria dell'organismo e migliorare la qualità di vita del malato di tumore. Se ne è parlato all'Istituto dei Tumori di Milano (Int) nel convegno su 'Stress ossidativo e infiammazione nel malato oncologico' che ha visto la partecipazione del Nobel Luc Montagnier. ''Perché si formino e crescano i tumori - spiega Marco Pierotti, direttore scientifico dell'Int - devono esserci dei danni al Dna e alcuni di essi sono legati a stress ossidativo, ma necessitano anche di un particolare microambiente per svilupparsi e diffondersi. L'infiammazione fornisce questo particolare microambiente''.

Un meeting, quindi che ha discusso soprattutto sugli antiossidanti come nuove cure collaterali per fare star meglio il malato di tumore, ma non ha trascurato ''concetti secondo cui - come afferma il responsabile scientifico dell'incontro, Alberto Laffranchi - stress ossidativo e microambiente possono creare una situazione nella quale la cellula si trasforma, creando una situazione a rischio di formazione tumorale''. Entra più addentro Leonello Milani, vicepresidente dell' Associazione medica italiana di omotossicologia: ''Lo stress ossidativo è - dice - una condizione importante che può danneggiare singole molecole, come proteine e lipidi della membrana cellulare, danni che diventano allertanti anche a distanza e coinvolgono molta parte dell' organismo, che reagisce appunto con l'infiammazione''. Secondo Milani, certe sostanze fisiologiche note come favorenti l'infiammazione, a basse dosi possono ottenere un controllo antinfiammatorio di qualità, senza gli effetti collaterali negativi dei farmaci antinfiammatori tradizionali. E nel corso dell'incontro sono state approfondite possibilità di cura delle infezioni croniche, ricorrenti nei pazienti oncologici, che vanno al di là della terapia antibiotica ma tengano conto della reattività immunitaria del malato. ''Sono tutti nuovi orientamenti dell'oncologia - conclude Laffranchi - studiati dal gruppo di studio Meteco (Medicine e Terapie Complementari in Oncologia) con metodo scientifico e con sperimentazioni approvate dal comitato scientifico e dal comitato etico dell'Istituto dei Tumori''.