700 mila italiani con epatite B, epidemia 'silenziosa' perché non provoca sintomi. Come intervenire?

Gastroenterologia | | 21/04/2010 10:48

Si trasmette attraverso il contatto con sangue o altri liquidi infetti dell'organismo, ma anche da madre a figlio, oppure con la condivisione di effetti personali come spazzolini da denti o rasoi, e con l'utilizzo di strumenti non sterilizzati per piercing e tatuaggi. E' il virus dell'epatite B, 100 volte più contagioso dell'Hiv e spesso 'silenzioso'. Basti pensare che
in Europa solo il 12% dei malati sa di essere stato infettato e in Italia, su circa 700 mila persone colpite da epatite B cronica, solo 25 mila sono in terapia, ma molte di più potrebbero trarre beneficio da trattamenti efficaci per arrestare l'evoluzione della malattia. I dati emergono dal 20esimo congresso dell'Asian Pacific Association for the Study of the Liver (Apasl), che si apre oggi a Pechino.

Nel mondo 2 miliardi di persone, circa una su tre, sono venute a contatto con il virus dell'epatite B (Hbv), 350 milioni hanno sviluppato l'infezione nella forma cronica e ogni anno si registra un milione di decessi per malattie correlate al virus. La maggior parte
delle persone con Hbv, inoltre, non mostra né segni né sintomi, ma senza saperlo corre un rischio molto più elevato di sviluppare cirrosi o cancro del fegato.
La vaccinazione è il miglior metodo di prevenzione del virus ed esistono oggi farmaci efficaci anche a lungo termine. In Italia è disponibile da tre anni entecavir, che è in grado di arrestare i danni al fegato, di migliorare la fibrosi epatica e di aumentare la sopravvivenza dei pazienti non solo bloccando la replicazione del virus nel sangue, ma spegnendo anche l'infiammazione indotta dall'Hbv nel fegato.
Fonte: Adnkronos
 

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