Contro cancro pancreas più chance con nuove tecniche e farmaci innovativi

Redazione DottNet | 30/03/2010 10:52

E' uno dei tumori più temuti perché agisce in silenzio rendendo difficile la diagnosi precoce. E' il cancro del pancreas che oggi, grazie alle nuove tecniche chirurgiche e a farmaci innovativi uccide meno rispetto al passato. Resta però una patologia in aumento, al quinto posto in Italia per incidenza tra le malattie neoplastiche, al quarto posto quale causa di mortalità nel mondo occidentale e viene trattata con estrema attenzione dagli specialisti. Sulle prospettive di cura di questo insidioso killer si sono confrontati oggi, all'ospedale San Filippo Neri di Roma, esperti di fama mondiale che hanno approfondito tecniche chirurgiche, interventi polispecialistici e farmaci 'intelligenti'.
Al convegno - Pancreatic Cancer Surgical Treatment 2010 - hanno partecipato gli specialisti più noti del settore, in particolare William Traverso del Cancer Institute di Seattle, ideatore di uno degli interventi chirurgici cardine, e Jakob Izbicki dell'ospedale
universitario di Amburgo. "Con le nuove tecniche chirurgiche la mortalità si è fortemente ridotta: oggi non supera il 4-5%. Ma è calato anche il tasso di complicazioni", spiega Giovanni Battista Grassi, direttore del dipartimento di chirurgia generale e oncologica del San Filippo Neri, che ha organizzato l'incontro insieme a Luigi Coppola, direttore dell'Anatomia patologica dello stesso ospedale, e Roberto Coppola, ordinario di Chirurgia generale del Campus Bio-medico di Roma.
 

"Questo tumore - spiega ancora Grassi - colpisce soprattutto le persone che bevono molto alcol e fumano. Ed è frequente soprattutto al Nord". Si tratta di una malattia "molto aggressiva perché non dà sintomi e perché il pancreas è un organo situato in profondità nell'organismo. La diagnosi, quindi, è spesso tardiva". Per battere il tumore del pancreas è necessario un approccio multidisciplinare che può garantire percentuali di sopravvivenza importanti e una migliore qualità della vita dei pazienti. "Con un lavoro di squadra tra oncologi, radioterapisti, chirurghi, patologi, radiologi si riesce a scegliere il momento giusto per l'intervento e trattare questa patologia al meglio, per ridurre il più possibile la mortalità".
Cure mirate, farmaci 'intelligenti', tecniche specifiche "ci danno oggi risultati molto confortanti - continua Grassi – soprattutto per il futuro. E il convegno di oggi ha chiarito meglio che, grazie alla multidisciplinarità, possiamo ottenere risultati ancora migliori".
"C'è da augurarsi - auspica direttore generale del San Filippo Neri, Domenico Alessio - che con questi importanti meeting si arrivi a risultati concreti nella lotta a queste devastanti patologie. E quello di oggi è stato un incontro di altissimo livello di cui sono particolarmente orgoglioso".
Fonte: Adnkronos
 

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