Infarto, modello matematico made in Italy abbatte decessi

Tania Vuoso | 31/03/2010 16:38

Anche la matematica può salvare la vita a una persona colpita da infarto. Lo hanno dimostrato gli scienziati del laboratorio Mox del Politecnico di Milano, grazie a un modello matematico da loro elaborato per razionalizzare i soccorsi.
In due anni di sperimentazione, gli esperti del Mox hanno verificato che, con il loro modello, il 64% (con picchi del 75%) dei pazienti ha ricevuto una terapia adeguata entro i 90 minuti dall'attacco, limite ideale fissato dall'American Heart Association, e che mentre all'inizio della sperimentazione si registrava un 8,9% di decessi, al termine il dato era sceso al 3,8%. "Nel 2008 - spiega Anna Paganoni, responsabile del progetto – il laboratorio Mox del Politecnico di Milano ha elaborato modelli matematici per razionalizzare gli interventi di soccorso su infartuati a Milano e provincia. Le analisi statistiche condotte su dati raccolti monitorando gli interventi del 118 indicano che la prassi migliore è dotare le unità mobili di elettrocardiogramma per ottenere una diagnosi immediata. Le informazioni fornite dall'esame devono essere trasmesse subito alla centrale operativa che decide qual è la struttura sanitaria più adatta al caso specifico", continua l'esperta, sottolineando che i risultati della razionalizzazione, e del conseguente accorciamento dei tempi di soccorso, sono incredibilmente positivi.

"Il messaggio che vogliamo dare alla popolazione è di chiamare il 118 non appena insorgono i sintomi - afferma Paganoni - perché prendere la macchina, contrariamente a quanto si pensa, fa perdere tempo prezioso". In particolare, spiega il Politecnico di Milano, "la razionalizzazione delle modalità d'intervento si è avvalsa di modelli statistici sviluppati ad hoc nell'ambito del progetto MoMi2 (One Month Monitoring Myocardial Infarction in Milan), condotto in collaborazione con l'Aceu-Area di coordinamento emergenza urgenza di Regione Lombardia, cui ha lavorato anche Francesca Ieva, dottoranda del Politecnico di Milano".
Questi modelli, continua l'ateneo meneghino, "sono stati utilizzati dal Gruppo di lavoro per l'emergenza cardiologica preospedaliera-Rete di Milano, che raggruppa le 23 Unità operative di cardiologia della Provincia di Milano e la centrale operativa del 118.
Nel corso del progetto MoMi2 è stata monitorata l'attività della rete per un mese, ogni sei mesi, allo scopo di individuare eventuali falle. Sono state raccolte informazioni circa le caratteristiche demografiche dei pazienti (sesso, età), il quadro clinico, le modalità di accesso in ospedale (spontaneo, mezzo di soccorso di base, mezzo di soccorso avanzato senza o con trasmissione dell'Ecg), i tempi pre e intra ospedalieri (tempo di chiamata, tempo di arrivo in pronto soccorso, tempo door to ballon), la terapia somministrata e i tempi di dimissione ospedaliera".
E il patrimonio di dati raccolti non andrà perduto. Tutte le informazioni confluiranno "in un'altra iniziativa finanziata da Regione Lombardia e ministero della Salute in corso dal 2009, il progetto Imaste (Infarto miocardico acuto con sopra-livellamento del tratto St), che mira a integrare registri clinici e database amministrativi in un Archivio regionale. Un database che fornirà un quadro epidemiologico degli attacchi cardiaci in Lombardia e consentirà di valutare l'efficienza dei percorsi terapeutici". La sfida del Polimi consiste "nell'accoppiare dati di natura e provenienze diverse, quindi dati anagrafici e relativi alla fase acuta dell'infarto (momento preciso del primo Ecg, mezzo di arrivo al pronto soccorso) con quelli custoditi dalla Banca dati assistito (ricoveri, trattamenti somministrati, farmaci assunti, diagnosi e interventi chirurgici). "Due progetti - conclude l'ateneo - che vogliono porsi come volano di iniziative analoghe in tutta Italia, che trovano nella matematica un'insospettabile alleata contro una delle patologie più drammatiche e ad alto tasso di mortalità".
Fonte: Adnkronos
 

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