Certificati on line: dalla Sogei rassicurazioni sulla privacy. Parte la sperimentazione delle ricette telematiche

Silvio Campione | 01/04/2010 12:35

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Molti di voi si sono posti il quesito, a proposito dei certificati on line, se e come sarà garantita la privacy ai pazienti. Dubbio più che legittimo, visto che le attestazioni di malattia di milioni di persone viaggeranno in rete alla portata di tanti. La risposta questa volta arriva dalla Sogei, la società che ha messo a punto il sistema e che dipende dal Ministero dell’Economia: ''il Sistema di accoglienza centrale (SAC), gestito dalla stessa Sogei per conto della Ragioneria Generale dello Stato, tramite il quale i medici dovranno trasmettere i certificati di malattia all'Inps, è stato predisposto in base a quanto previsto da una norma di legge e, in particolare, al Dpcm del 26 marzo 2008, sentito anche il parere del Garante della privacy''. Sogei precisa quindi che ''l'accesso da parte dei medici al SAC avviene secondo le modalità indicate dal suddetto Dpcm, nel pieno rispetto delle norme sulla sicurezza emanate dal CNIPA (Centro Nazionale per l'informatica nella Pubblica Amministrazione)''.

 ''La privacy del cittadino è garantita - assicura Antonio Incitti, responsabile del progetto per Sogei -. Il codice fiscale del paziente, infatti, viene criptato già al momento della trasmissione''. Solo le Asl hanno la facoltà di poter risalire alla patologia di un paziente, mentre la cosa non sarà possibile a tutti gli altri enti che possono consultare il database”. Incitti ha anche assicurato i medici che in caso di criticità accertate, ad esempio per il digital divide o per problemi di codici, si utilizzerà il canale cartaceo, almeno fino a quando non si risolveranno gli eventuali problemi. Intanto si riunirà di nuovo il 13 aprile il tavolo sulle certificazioni online di malattia, per arrivare a decisioni operative in materia. Lo annunciano in una nota congiunta il ministero per la Pubblica amministrazione e l'innovazione e la Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo), dopo l'incontro che si è tenuto sull'argomento il 23 marzo scorso con il ministero della Salute. Nell'incontro sono stati esaminati sia il decreto che la circolare applicativa. Il dicastero diretto da Brunetta ha garantito alla Fnomceo che parteciperà alle procedure di collaudo del sistema nei 30 giorni successivi ai previsti tre mesi di sperimentazione, durante i quali rimarrà attivo lo strumento cartaceo. Il collaudo determinerà le eventuali fattispecie derogatorie già previste nella circolare. Inoltre il ministero, condiviso l'obiettivo comune secondo cui la certificazione deve scaturire da una valutazione clinica conseguente a visita medica, ha dato la piena disponibilità a intervenire, con i necessari strumenti normativi, sui possibili fraintendimenti generati dall'espressione “dati clinici non direttamente constatati né oggettivamente documentati”. Si è poi discusso - si legge ancora - di alcune problematiche di minore rilievo, tra cui quelle relative alla certificazione online da parte di medici sostituti non convenzionati, per il quali si è convenuto di procedere all'attribuzione del Pin.


''Ringraziamo il ministero per la Pubblica Amministrazione e Innovazione per l'apertura espressa alla categoria medica, attraverso la Fnomceo, sul provvedimento che introduce la certificazione online di malattia per i dipendenti pubblici e privati''. E' quanto dichiara il segretario nazionale della Fimmg (Federazione italiana dei medici di medicina generale), Giacomo Milillo. ''Prendiamo atto che molte delle le perplessità da noi espresse precedentemente - continua - sono state superate, grazie alla volontà delle parti''. Intanto on line non saranno solo i certificati, ma anche le ricette. La sperimentazione è partita in Campania e Piemonte. Noi abbiamo visto in anteprima come funzionerà il sistema con l'invio della prima ricetta elettronica da parte del dottor Angelo Castaldo, segretario regionale Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale). Grazie alla nuova 'infrastruttura di rete'' i medici prescrittori potranno inviare online direttamente sul sito del Mef (Ministero Economia e Finanze), copia della prescrizione per permettere di tenere sotto controllo la spesa in tempo reale ed anche i reali bisogni di salute della popolazione. In questa prima fase sono stati coinvolti, nella sola Campania, 150 medici di medicina generale e 30 pediatri di libera scelta su tutto il territorio regionale; a ciascuno di loro è giunto un plico contenente l'username e la procedura per poter avere il pin personalizzato in modo da accedere al sito 'tesserasanitaria' del Mef dove inserire ogni giorno i dati relativi alle prescrizioni. In questa fase farmacisti, laboratori e centri di analisi non saranno coinvolti. ''La sperimentazione è già a buon punto - spiega Incitti - il prossimo passo sarà quello di estenderla anche alle farmacie e inizialmente ad un laboratorio''. Il risultato finale di questo percorso consentirà a ministero e Regioni di disporre di informazioni in tempo reale in ordine all'andamento delle prescrizioni, documentando le risultanze tra ciò che è stato prescritto e ciò che è stato effettivamente erogato dalle strutture sanitarie pubbliche e private del Servizio Sanitario Nazionale, e di realizzare, dunque, un monitoraggio ancora più capillare della spesa sanitaria. “Certificati e ricette viaggeranno sullo stesso binario – precisa Incitti -. Solo che i primi finiranno all’Inps e le ricette al Ministero dell’Economia che a sua volta le trasformerà in dati economici e in previsioni di spesa. Questi dati saranno poi messi a disposizione delle regioni per i propri capitoli di spesa”. I pazienti, invece, troveranno le ricette in farmacia e presso i laboratori di analisi, eliminando così definitivamente il formulario attuale.

E a proposito di certificati on line, continua la polemica. Questa volta le critiche arrivano dall’ordine dei medici di Roma perché “le norme sulla certificazione di malattia online per i dipendenti pubblici rischiano di penalizzare i medici, soprattutto quelli di famiglia, e che in alcuni punti è inapplicabile. L'Ordine dei medici della capitale invita anche la Federazione nazionale degli Ordini (Fnomceo) e i sindacati di categoria a una linea ferma. “Vogliamo e dobbiamo favorire la modernizzazione del Paese ma senza pistole alla tempia”, dice il presidente dei medici capitolini, Mario Falconi, che annuncia proteste, in mancanza di soluzioni. «Siamo pronti a mettere in atto tutte le azioni di protesta possibili - annuncia - e a chiedere ai nostri 41 mila iscritti di non rilasciare più alcuna certificazione in caso di malattie non riscontrabili con la sola visita, ma di attestare: 'ho visitato in data odierna il tal dei tali e non avendo potuto obiettivare i sintomi clinici riferiti non posso emettere alcuna prognosi nel pieno rispetto del D.lgs 27 ottobre 2009 n. 150'”. L'Ordine di Roma, infatti, “evidenzia che le norme emanate dal Governo, in vigore dal 3 aprile 2010, inaspriscono in modo sproporzionato, di dubbia legittimità costituzionale, le sanzioni a carico del medico nel caso rilasci certificazioni che attestino dati clinici non direttamente constatabili né oggettivamente documentati”. “Ma nella maggior parte dei casi (circa 1 milione ogni mese) - si legge - i medici certificatori si trovano a dover attestare, sotto la propria responsabilità, in particolare per le assenze brevi dal lavoro (da 1 a 3 giorni), malattie legate a condizioni che non hanno alcuna possibilità di un riscontro obiettivo o documentabile”. Falconi ha convocato il Consiglio dell'Ordine per il prossimo 13 aprile, per vagliare le iniziative necessarie ad affrontare i problemi innescati dalle nuove norme. “È facile prevedere - ha rilevato Falconi - che il medico, per scongiurare il pericolo di vedersi applicare sanzioni così fortemente repressive, sia indotto a non rilasciare più ai pazienti che le richiedono certificazioni per numerose patologie non documentabili oggettivamente: ciò comporterebbe un evidente danno alla salute della collettività”. Dal ministero, come abbiamo visto, si dicono però disponibili ad ampie aperture su questo problema.

Silvio Campione