Arriva la RU 486: per gli esperti servono le linee guida

| 31/03/2010 20:08

aziende ginecologia sanità

Ci siamo: la pillola abortiva Ru486 è anche in Italia. “Dal primo aprile la Nordic Pharma, su mandato dell'azienda produttrice Exelgyn, ha aperto gli ordini di vendita. Dopodiché nel giro di un paio di giorni, il tempo tecnico per la consegna, il farmaco approderà negli ospedali italiani”. Lo riferisce il ginecologo Marco Durini, direttore medico della Nordic Pharma Srl. Il viaggio verso l'Italia della pillola 'della discordia' sembra quindi giunto al suo porto d'arrivo. Non senza polemiche. Divisioni e contrasti ne hanno contraddistinto il cammino sin dalla sua sperimentazione e anche dopo il via libera alla commercializzazione, datato 30 luglio 2009, da parte dell'Agenzia italiana del farmaco.

 L'ultimo capitolo della 'saga' si è consumato il 18 marzo scorso, giorno in cui il Consiglio superiore di sanità ha confermato che l'unica modalità di erogazione della Ru486 è il ricovero ordinario, e non il day hospital. «Noi siamo pronti», sottolinea Durini. “Per la distribuzione aspettavamo la stampa delle etichette. Ora è tutto a posto, possiamo partire. Dal primo aprile apriremo gli ordini e i contatti con quei Centri che avevano già utilizzato la pillola per uso compassionevole”.
Occorrono peròlinee guida nazionali più precise per la legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza, che specifichino meglio come comportarsi nell'impiego della pillola abortiva RU486. Le vorrebbero diversi ginecologi degli ospedali lombardi, che si sono riuniti per elaborare un protocollo condiviso sull'impiego del farmaco. Dall'incontro, che ha visto insieme in modo informale pressoché tutti i reparti di ginecologia e ostetricia lombardi, compresi i maggiori punti nascita della Regione (Mangiagalli, Buzzi, San Carlo, Macedonio Melloni, Niguarda), è emerso ''un rispetto assoluto delle disposizioni che prevedono il ricovero ordinario per tre giorni'', spiega Mauro Buscaglia, primario di ginecologia e ostetricia al San Carlo Borromeo di Milano. Rimane però la possibilità che la donna firmi anticipatamente e di sua volontà l'autodimissione: ''Rispetto a questo ovviamente non possiamo fare nulla - aggiunge Buscaglia - se non dare alle donne tutte le spiegazioni in fase preventiva per dimostrare l'utilità del ricovero''. Anche per questo, dal tavolo è emersa la volontà dei centri lombardi di creare appositi strumenti informativi per le pazienti, così come linee guida interne agli ospedali perché seguano tutti un percorso condiviso. Va comunque ribadito, sottolinea Buscaglia, che ''la RU486 non sarà negli ospedali da domani, ma da domani le farmacie ospedaliere potranno avviare la procedura per richiederla. Le prime dosi del farmaco potrebbero tranquillamente arrivare dopo Pasqua''. In ogni caso, conclude l'esperto, ''non prevedo ci sarà un'impennata di richiesta per questa pillola, così come non c'è stato nemmeno fino ad oggi. Anche perché il limite del suo utilizzo entro le prime sette settimane di gravidanza è molto stringente''.