Ginecologo su ru486, limite 7 settimane, escluderà due terzi donne

| 01/04/2010 11:29

Il limite delle 7 settimane, fissato dalla normativa nazionale come soglia oltre la quale non si può più ricorrere all'aborto farmacologico, inevitabilmente escluderà in partenza due terzi delle donne dalla possibilità di scegliere la Ru486 per interrompere la gravidanza. Ne è convinto Mauro Buscaglia, direttore del dipartimento infantile all'ospedale San Carlo di Milano. E' una questione di tempi tecnici,
"Se si pensa che ci sono molte straniere fra le donne che chiedono di abortire, e che queste arrivano sempre più tardi delle italiane in ospedale, se a questo si aggiunge che la legge 194 prevede una pausa di 7 giorni dalla richiesta di interruzione di gravidanza algiorno cui può essere praticato l'aborto, per agevolare possibili ripensamenti, sarà difficile stare nei tempi. La mia idea è che non ci sarà un ricorso elevato alla pillola abortiva", pronostica.

Gli ospedali milanesi si stanno comunque preparando all'arrivo della Ru486 in corsia. In questi giorni si è svolto un incontro informale fra i primari di Ginecologia di Milano, "proprio per discutere degli aspetti clinici e scientifici dell'aborto farmacologico", precisa Buscaglia. "Come primari milanesi ci siamo sentiti in dovere di discutere e di confrontarci in modo franco e costruttivo su un problema di non facile soluzione: l'adattamento della pratica clinica dell'aborto farmacologico alla realtà italiana, nel totale rispetto della normativa ministeriale, che limita il ricorso alla Ru486 entro la settima settimana e obbliga al ricovero ospedaliero". Tutti paletti, ribadisce Buscaglia, "che noi specialisti milanesi accettiamo e rispettiamo". L'idea era di individuare un metodo di lavoro comune, che ogni ospedale poi declinerà a modo suo, a seconda delle esigenze organizzative e delle caratteristiche del proprio bacino di utenza, così come del numero di richieste che arriveranno.
"Dubito che, almeno inizialmente, saranno molte - riflette lo specialista - e soprattutto le straniere, che poi rappresentano il 70% delle donne che si rivolgono al San Carlo di Milano per esempio, saranno toccate molto marginalmente". In questi giorni intanto scatteranno le ordinazioni della pillola abortiva, attraverso le farmacie ospedaliere e la casa farmaceutica che la produce comincerà a distribuirle dalla prossima settimana. Passeranno dunque almeno una decina di giorni prima che entri in funzione tutta la macchina.
"Auspichiamo - conclude Buscaglia - che ci sia comunque un confronto fra istituzioni e società scientifiche perché le linee guida sulla Ru486 siano davvero condivise a livello nazionale e perché ci sia un metodo di lavoro comune. Potrebbe essere l'occasione per fare rete non solo con le parole, ma anche nei fatti", conclude.

Fonte: Adnkronos
 

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