Certificati on line, si parte. Primo test telematico per le ricette via web

Silvio Campione | 02/04/2010 19:34

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E’ tutto pronto per la certificazione on line. Al Dipartimento per l’Informatizzazione del ministero della Pubblica Amministrazione giurano che, dal 3 aprile, giorno in cui è scattato il decreto trascorsi i quindici giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta, il sistema è a punto e può partire per assegnare i Pin ai medici prescrittori che ne faranno richiesta. Il medico dipendente del Ssn o convenzionato, o la struttura pubblica, attestanti l'assenza lavorativa per malattia del personale della P.A. potranno inviare il certificato direttamente all'Inps in via telematica. Una procedura che diventerà obbligatoria fra tre mesi, quando terminerà il doppio regime che consente ancora il rilascio del certificato cartaceo da parte del medico.

 Con sanzioni pesanti, a partire dalla fine del quarto mese di sperimentazione, nei casi di inosservanza dell'obbligo che costituiscono illecito disciplinare e che, in caso di reiterazione, comportano il licenziamento o, per i medici convenzionati, la decadenza dalla convenzione. La circolare esplicativa del dipartimento della Funzione pubblica evidenzia ''i notevoli vantaggi per i lavoratori, che non dovranno più provvedere, entro i due giorni lavorativi successivi all'inizio del periodo di malattia, ad inviare tramite raccomandata A/R o recapitare le attestazioni di malattia alle proprie amministrazioni''. Sarà cura del lavoratore fornire, nel corso della visita, al medico curante o alla struttura sanitaria pubblica, la propria tessera sanitaria da cui si desume il codice fiscale. E tramite lo stesso codice fiscale e il numero di protocollo del certificato il lavoratore potrà poi accedere direttamente al sistema Inps per visualizzare il relativo attestato di malattia. Anche l’Inps, dal canto suo, ha già predisposto il suo portale con i servizi al cittadino da dove si potranno scaricare gli attestati. Dalla fine del quarto mese dovrà andare a regime, salvo criticità che via via saranno risolte, come promettono al ministero. La patata bollente passa adesso alle Asl che dovranno assegnare i Pin, come previsto dal decreto. E qui il sistema potrebbe incepparsi: a questo proposito aspettiamo le segnalazioni da parte di voi medici, così da allertare il ministero con il quale siamo in contatto costante.
Intanto abbiamo avuto modo di provare sul campo il funzionamento della ricetta on line, che ricalca lo stesso iter della certificazione, salvo poi avere destinatari diversi (ministero dell’Economia per la ricetta, Inps per il certificato). Angelo Castaldo, medico dell’Asl Napoli 1, città che insieme a Torino ha avviato i primi test per la ricetta telematica, ha provato davanti a noi di Dottnet il sistema. Armato del suo pc portatile si è collegato al sito predisposto dal ministero delle Finanze e ha inserito il Pin rilasciatogli dalla struttura insieme alle credenziali. Una volta riconosciuto dal sistema, il medico di medicina generale, ha inviato le ricette, rilasciate precedentemente presso il suo studio, al ministero che le ha accettate e memorizzate nel cervellone. La differenza con il certificato è il destinatario che in quest’ultimo caso, come detto, è l’Inps. Ma il sistema è simile, anche perché lo ha strutturato la Sogei, al stessa società che se ne occupa per la certificazione on line. Una volta giunta al Ministero, la ricetta viene poi messa a disposizione della farmacia o del laboratorio di analisi che a sua volta la potrà verificare collegandosi allo stesso sito. Con questo modo, il Ministero per l’Economia potrà avere in tempo reale le spese regione per regione e analizzarle attraverso una propria banca dati. Alla Sogei assicurano comunque che la privacy del paziente sarà ampiamente tutelata perché i codici fiscali sono criptati.
Silvio Campione