RU 486, è guerra di regole. Presto un protocollo unico per tutte le regioni

Silvio Campione | 02/04/2010 21:10

No a ''diverse sanità in Italia'' ma un ''protocollo unitario possibilmente condiviso con le Regioni''. Questa la strada del Governo sull'uso della RU486, la pillola abortiva che ha sollevato un putiferio di polemiche. Querelle ora in frenata dopo le dichiarazioni del neogovernatore del Piemonte, Roberto Cota (''mai in contrasto con la legge''), del suo collega del Veneto, Luca Zaia (''terapia in ambiente protetto'') e del confermato governatore della Lombardia, Roberto Formigoni (''contrari ma non ci opporremo''). Intanto gli ospedali si organizzano. Subito dopo Pasqua, da mercoledì 7 aprile, nella prima Clinica Ostetrica dell'Azienda ospedaliera Policlinico di Bari potranno già essere utilizzati dieci trattamenti; entro martedì, invece, e' atteso un carico per 18 ospedali del litorale toscano.

 E dagli Ordini dei Medici si attende un documento dove, ha anticipato il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Amedeo Bianco, si affrontano tutte le questioni. In primo piano il principio della 194, quindi l'autonomia di cura ma anche la necessità di allargare la tutela per scongiurare il rischio che la procedura di somministrazione possa far ricadere nella clandestinità. ''Chi dice di non volere la RU486, al di là delle legittime preoccupazioni etiche e morali, mette in discussione la stessa 194'', ha detto Bianco dicendo ''no a un eccesso di interferenze. La regola generale ci deve essere senza però essere invasivi nella normazione e lasciando spazio all'autonomia della cura''. In campo scendono anche le donne. Telefono Rosa propone una manifestazione di piazza mentre le femministe vogliono risposte e non sono intenzionate a restare zitte. Ecco la fotografia sulla RU486:
- PROTOCOLLO UNITARIO: ''Sono favorevole alla ricerca di un protocollo unitario possibilmente condiviso con le Regioni, che cercheremo di mettere a punto al tavolo per le linee guida e il monitoraggio dell'uso della pillola Ru486'', ha detto il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, affermando, in merito alle posizioni dei governatori leghisti Cota e Zaia ''non si può appellarsi all'autonomia regionale solo quando conviene''. Per Roccella il farmaco ''non è miracoloso'', basti pensare ''alle 29 morti, 5 in Gran Bretagna, di cui non si è scritta una riga'', e chiama alla responsabilità chi non segue il Consiglio Superiore di Sanità. Il sottosegretario ha messo l'accento poi sulla necessità di indirizzi condivisi sulla prevenzione;
- PRIMI ARRIVI: da mercoledì 7 aprile potranno essere usati 10 trattamenti alla 1/a Clinica Ostetrica dell'Azienda ospedaliera Policlinico di Bari. Sono circa 200 le donne che hanno abortito in Puglia con la RU486 nelle due strutture in cui e' stata compiuta la sperimentazione (su 3 anni), il Policlinico di Bari e l'ospedale Vito Fazzi di Lecce. Il Sant'Anna di Torino il primo ospedale italiano in cui, cinque anni fa, è iniziata la sperimentazione della pillola, ordinerà il farmaco soltanto la prossima settimana, una volta messe a punto tutte le questioni organizzative relative alla sua somministrazione. Si pensa anche alle strutture che non saranno nuovi reparti ma stanze con assistenza infermieristica 24 ore su 24. In Toscana entro martedì primi arrivi al magazzino che serve 18 ospedali fra Pontremoli e Portoferraio. Nelle Marche si attendono le linee della Regione.
 

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