Novecentomila italiani sono affetti da epatite cronica

Redazione DottNet | 18/09/2008 14:27

 Si stima siano 900 mila gli italiani portatori del virus dell'epatite B cronica, metà di loro circa già malati, gli altri portatori sani. Quasi tutti non lo sanno, infatti ad oggi solo 20 mila italiani (2,2%) sono in cura.

  Inoltre, complici i nuovi flussi migratori da paesi in cui il virus è endemico, si è arrestato il calo dei nuovi casi che era stato determinato dall'introduzione del vaccino. E' quanto riferito in un incontro con la stampa da Mario Rizzetto, direttore della divisione di gastroenterologia dell'ospedale Molinette di Torino. ''L'incidenza dell'epatite B cronica è declinata negli ultimi 18 anni - ha detto Rizzetto con l'introduzione del vaccino - prima l'incidenza tra i giovani era di 40 nuovi casi su 100 mila, oggi è uno su 100 mila. Nondimeno speravamo che questo calo continuasse ma, complici i flussi migratori di soggetti infetti e situazioni a rischio come la prostituzione, c'è stato uno stop al calo''. L'epatite B cronica, causa dell'80% dei tumori al fegato, è subdola perchè non dà sintomi quindi solo le analisi permettono di diagnosticarla. I casi noti in cura sono una minima parte di tutti i portatori, sani o malati, presenti in Italia. Per far uscire questo 'sommerso', parte uno studio che sarà coordinato da Rizzetto su 950 portatori del virus non in cura, per studiare le complicanze epatiche (epatopatia) e fare una stima più corretta di quanti siano i portatori sani e quelli malati da sottoporre a terapia. Oggi fortunatamente si può contare su un numero di farmaci anti-epatite B tale da consentire terapie di lunga durata nel tempo, sì da impedire l'insorgenza di resistenze.

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