Società mediche accreditate: entro il 31 marzo il pagamento del contributo

Giovanni Vezza | 07/04/2010 11:07

Si avvicina il termine per il pagamento del contributo al Fondo Specialisti esterni dell’Enpam da parte delle società accreditate. Infatti, le Società operanti in regime di accreditamento col Servizio Sanitario Nazionale devono presentare entro il prossimo 31 marzo la dichiarazione relativa al fatturato prodotto nell’anno 2009 attinente a prestazioni specialistiche rese da medici ed odontoiatri nei confronti del Servizio Sanitario Nazionale o delle sue strutture operative. Entro il medesimo termine del 31 marzo deve essere effettuato il corrispondente versamento contributivo, con aliquota del 2% sul fatturato, al netto degli abbattimenti previsti per gli oneri di gestione. Com’è noto, il contributo versato sarà imputato ai medici ed agli odontoiatri che hanno partecipato alla produzione del fatturato, secondo una proporzione che sarà indicata dalla stessa società che effettua il versamento. E’ importante ricordare, quindi, che non si tratta di una tassa o di un versamento a fondo perduto, ma di un vero e proprio contributo previdenziale che servirà a garantire una pensione, calcolata con il metodo contributivo, a tutti i professionisti operanti nelle strutture, spesso privi di una diversa copertura pensionistica.

Nella sezione modulistica del sito dell’Enpam (www.enpam.it) sono presenti le istruzioni operative ed i modelli predisposti dalla Fondazione al fine di agevolare il corretto adempimento degli obblighi dichiarativi e contributivi previsti dall’art. 1, comma 39 della legge 23 agosto 2004, n. 243 a carico delle Società operanti in regime di accreditamento col Servizio Sanitario Nazionale.
A tutte le società risultanti dall’elenco fornito dalle Aziende Sanitarie Locali all’Enpam è stata comunque inviata una comunicazione personalizzata e completa della documentazione necessaria per assolvere all’obbligo di legge.
Il mancato o ritardato pagamento del contributo dovuto determina l’applicazione delle sanzioni di cui all’art. 116 della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Nello specifico, si tratta del pagamento di una sanzione civile, in ragione d'anno, pari al tasso ufficiale di riferimento (attualmente pari all’1%) maggiorato di 5,5 punti; la sanzione civile non può essere superiore al 40 per cento dell'importo dei contributi non corrisposti entro la scadenza di legge.

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