Certificati on line: la funzione è bloccata. Il ministero: tutto risolto. Ricerca Federsanità sulla Sanità digitale in Italia: siamo ancora all’anno zero

Silvio Campione | 13/04/2010 12:58

Nonostante l'annuncio dell'avvio della sperimentazione previsto per il primo aprile, i certificati di malattia dal lavoro non possono essere ancora rilasciati online. E non perché i medici di base siano contrari e non li vogliano usare, ma perché la funzione non è ancora attiva. Giacomo Milillo, segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) c’informa sull’argomento: ''Se anche il medico volesse rilasciare un certificato di malattia online - precisa - non potrebbe perché la funzione non è ancora attiva. Credo che nei prossimi mesi si inizierà con qualche invio, ma serviranno ulteriori proroghe'' rispetto al tempo inizialmente previsto di quattro mesi. Dal ministero rispondono che sì, in effetti c’è stato un ritardo da parte della Sogei, ma adesso è tutto a posto e si può cominciare con la sperimentazione.

E aggiungono anche che il Pin verrà rilasciato dalla Sogei, ma attraverso le Aziende Sanitarie che avranno appunto il compito di esaudire le richieste dei medici.''Il vero problema è organizzativo. Il nostro Paese non è ancora pronto per salti nel buio nell'informatica. Gli organismi nazionali non sono ancora in grado di attuare riforme impossibili''. Ne è convinto Angelo Testa, presidente dello Snami (Sindacato nazionale autonomo medici italiani). ''Continua il balletto del sì e del no sulle certificazioni on line - aggiunge Pasquale Orlando, segretario organizzativo nazionale -. E' il solito problema dei soliti decreti milleproroghe all'italiana. Doveva partire il 4 aprile la certificazione on line, ma poi si sono accorti che non era possibile, ed allora via con le milleproroghe di costume nazionale''. Il vero problema, conclude Testa, ''è l'ulteriore carico burocratico e di responsabilità non pertinenti da affidare al medico certificatore, senza dimenticare la questione del riconoscimento economico se, malauguratamente, gli appelli dello Snami passassero inascoltati''. Per protestare contro la normativa sui certificati online e il contratto medico, lo Snami ha organizzato per mercoledì 14 aprile una protesta a Roma. Intanto la Fnomceo sta continuando il suo lavoro di concertazione con il ministero dell'Innovazione e della Salute perché ci sono vari aspetti da definire, non ultimo quello delle deroghe appunto, visto che la modalità online non può essere utilizzata sempre e ovunque come indica la legge, come ad esempio la stampa del certificato al di fuori dello studio. Intanto la Fnomceo sta continuando il suo lavoro di concertazione con il ministero dell'Innovazione e della Salute perché ci sono vari aspetti da definire, non ultimo quello delle deroghe appunto, visto che la modalità online non può essere utilizzata sempre e ovunque come indica la legge, come ad esempio la stampa del certificato al di fuori dello studio. In attesa di conoscere i primi commenti da parte di voi medici relativi alla richiesta del Pin per accedere alla certificazione on line, Federsanità-Anci ha pubblicato un’indagine sui Livelli di Innovazione Tecnologica In Sanità (LITIS) - realizzata su incarico del Dipartimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e l'innovazione tecnologica della Presidenza del Consiglio, in collaborazione con FORUM PA e con il supporto metodologico del CNR – che offre una fotografia molto dettagliata sullo stato e la diffusione della sanità elettronica nelle strutture pubbliche italiane. La Ricerca LITIS ha coinvolto i direttori generali delle aziende sanitarie (un ampissimo campione di 147 su 220), chiamati a rispondere non sulla semplice presenza di strumenti tecnologici all’interno della loro struttura, ma sui servizi innovativi realmente attivati (prescrizioni elettroniche, certificati digitali, Fascicolo Sanitario Elettronico, gestione integrata delle patologie, telemedicina). Obiettivo della Ricerca è conoscere per poter pianificare strategie di innovazione non episodiche, ma di ampio respiro. Basta con gli investimenti a pioggia: nasce un modello sulla base del quale misurare, d’ora in avanti, i progressi di ciascuna struttura e pianificare interventi in grado di accelerare il processo di innovazione, mettendo l’organizzazione sanitaria in grado di rispondere alle esigenze del territorio in maniera più efficiente e senza sprechi. È soprattutto uno il dato che spicca: molte aziende possiedono già gli strumenti necessari per sviluppare pienamente la sanità elettronica (ad esempio infrastrutture e applicazioni software in grado di produrre documenti digitali), ma sono in ritardo nella realizzazione concreta di processi e servizi innovativi. Inoltre, il fenomeno dell’innovazione tecnologica in sanità è estremamente disomogeneo e ci sono grandi differenze nei livelli di innovazione tra regioni del nord e regioni del centro-sud. In pratica, le aziende sanitarie si stanno attrezzando per la sanità digitale, anche in funzione degli obiettivi del Piano eGov 2012, che ha individuato in questo settore un asse portante su cui investire. Non mancano, quindi, le potenzialità di sviluppo; tuttavia, ad oggi, le ricadute dell’innovazione tecnologica in sanità sulla vita dei cittadini sono ancora molto inferiori a quelle che si riscontrano in altri settori (ad esempio e-banking e viaggi). E’ possibile consultare l’intero documento sul nostro social all’interno del gruppo “I nuovi certificati medici”.

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