Fiaso, gli ospedali funzionerebbero meglio se il budget venisse affidato ai medici

Silvio Campione | 12/04/2010 19:35

Affidare un budget a medici, infermieri e amministratori di Asl e ospedali fa migliorare i risultati sanitari e organizzativi in circa il 90% dei casi. A dirlo è la 'Ricerca sul governo del territorio' della Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere), presentata a Milano. L'indagine, condotta su 12 Asl rappresentative delle diverse realtà italiane, si è concentrata in particolare su quattro unità operative territoriali: le cure primarie, la salute mentale, la prevenzione, e gli anziani. Secondo gli esperti Fiaso, la cultura aziendale fatta di budget e obiettivi strategici è sempre più una caratteristica di aziende sanitarie locali e di ospedali pubblici, anche se ''c'è ancora molto da lavorare per allineare i vari professionisti circa le priorità strategiche da perseguire''.

Nel dettaglio, assegnare un budget ''significa quasi sempre migliorare le performance sanitarie ed economiche - spiega la Fiaso - e favorisce il livello di responsabilizzazione individuale dei professionisti e il lavoro in team. In tutte le Aziende del campione risultano essere stati raggiunti tra il 50 e il 70% degli obiettivi assegnati. Ma dietro le medie si nascondono realtà completamente diverse. Il 69% dei Centri di Responsabilità raggiungono, infatti, il 100% degli obiettivi assegnati, mentre alcune Asl si collocano nettamente al di sotto di questa percentuale. E poi più gli strumenti di valutazione delle performance individuali si affinano, e più diminuisce la percentuale di obiettivi conseguiti''. Andando poi ad approfondire quali sono gli obiettivi strategici indicati dalle aziende sanitarie, ''si scopre che a prevalere su tutto sono la razionalizzazione delle risorse finanziarie e umane e lo sviluppo dell'innovazione organizzativa, mentre l'innovazione clinica è quasi irrilevante''. ''Nonostante la scarsa concordanza sugli obiettivi strategici - commenta il presidente della Federazione Giovanni Monchiero - i dati del Laboratorio Fiaso dimostrano che la cultura aziendale è oramai nel Dna degli attori della nostra sanità pubblica, giacché ciascuno sembra esprimere priorità opposte da quelle che fisiologicamente ci si aspetterebbe dal ruolo ricoperto. Ecco così che i responsabili si focalizzano su obiettivi di innovazione organizzativa anziché, come ci si attenderebbe, di razionalizzazione delle risorse. I responsabili delle Unità Operative - aggiunge - mettono al primo posto il contenimento dei costi anziché puntare sullo sviluppo dell' offerta, e i professionisti dal canto loro mostrano la loro responsabilizzazione sul piano del conseguimento dell'efficienza indicando come obiettivo aziendale principale quello dell' appropriatezza''. ''Ora - è l'auspicio di Monchiero - sarebbe bene focalizzarsi anche sul governo dei consumi generati fuori dal perimetro aziendale, ossia dal privato accreditato e dai produttori con contratti o convenzioni dirette con le Asl. Perché un sistema di budget che continuasse a focalizzarsi solo sulla produzione diretta sarebbe disallineato con la missione delle aziende sanitarie''.

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