Cancro al collo dell'utero: test Hpv invece del Pap test, progetto pilota

Ginecologia | | 13/04/2010 16:39

Addio Pap test. A mandare in soffitta il tradizionale esame di prevenzione in rosa sarà un test 'cugino': si chiama Hpv Hc2 (Hybrid capture 2) e verrà preferito al Pap test nello screening contro il cancro al collo dell'utero. A sperimentare la nuova strategia diagnostica, per la prima volta in Lombardia, l'Asl di Vallecamonica-Sebino (Brescia).
Il progetto pilota è stato annunciato oggi dalla Regione Lombardia - annuncia una nota dell'Asl - coinvolgerà 27.500 donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni. Obiettivo: rendere la prevenzione ancora più efficace. Il tradizionale Pap test - spiegano gli esperti - diventerà un test complementare, in quanto meno sensibile ma più specifico, per la conferma della presenza di eventuali alterazioni cellulari nelle donne con test Hpv positivo. Una novità che servirà a valutare l'efficacia della strategia e l'opportunità di estendere questo modello di screening anche alle altre Asl, diventando così una nuova arma per le donne lombarde contro una malattia che conta ogni anno in Italia 3.500 nuovi casi e 1.500 morti.
"Il programma tradizionale di screening con Pap test convenzionale ha dato risultati soddisfacenti in termini di partecipazione e di efficacia - spiega Romana Coccaglio, direttore sanitario dell'Asl di Vallecamonica-Sebino - Oggi il test Hpv offre nuove opportunità di prevenzione che dobbiamo comprendere e sfruttare al meglio". L'iniziativa rientra nell'ambito del più ampio progetto del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm). Il test Hpv rileva il Dna virale del Papillomavirus, primo responsabile del tumore del collo dell'utero, e individua le anomalie cellulari precancerose che potrebbero evolvere in cancro.

Lo studio condotto in Italia dal gruppo Ntcc (New technologies for cervical cancer screening), con circa 100 mila donne arruolate, ha dimostrato che questo test è più efficace nel prevenire il cancro cervicale invasivo rispetto al tradizionale Pap test, confermando i risultati di altri studi internazionali.
Nei due test le modalità di prelievo sono simili, cambia l'analisi del materiale prelevato che non viene più letto al microscopio, ma sottoposto a una ricerca più sofisticata. "Nel progetto pilota, contestualmente al prelievo per il test Hpv, verrà eseguito anche un prelievo per il Pap test tradizionale - spiega Luigi Pasquale, Referente screening oncologici dell'Asl bresciana - Il vetrino sarà letto solo in caso di positività al test Hpv. Questo ci consentirà di ottimizzare l'uso del Pap test sulla popolazione a rischio e, quando saranno state acquisite tutte le evidenze sulla durata dell'effetto protettivo e saranno state emesse le raccomandazioni da parte del ministero della Salute, potremo valutare l'estensione dell'intervallo tra un controllo e l'altro da 3 a 5-6 anni, in caso di negatività al test Hpv".
Fonte: Adnkronos
 

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