Studio Scozzese: fumo e traffico in gravidanza incidono su qualità sperma da grande

Ginecologia | | 19/04/2010 17:18

Sigarette nel cestino della spazzatura e una netta sforbiciata all'inquinamento da slalom tra auto in città. Le future madri in attesa di un bebè sono avvisate: via le 'bionde' e traffico ridotto all'osso se non vogliono rinunciare, un giorno, alla gioia di diventare nonne. Il fumo aspirato già nel grembo materno, ma anche l'esposizione ai pesticidi e all'inquinamento da traffico, infatti, minano la fertilità dei futuri maschietti una volta diventati adulti. E nei primi mesi di gestazione lo fanno, a detta degli studiosi dell'università di Edimburgo, più di quanto non riescano poi nel corso di un'intera vita.
Mentre i danni provocati dalle cattive abitudini possono infatti essere limitati, se non arginati, modificando il proprio stile di vita, quelli inflitti dalla propria madre nel corso della gravidanza potrebbero essere permanenti, spiega Richard Sharpe, a capo dello studio pubblicato sulla rivista 'Philosophical Transactions'.

La ricerca ha passato sotto la lente di ingrandimento tutti i fattori che, nel corso della gravidanza, possono poi incidere sulla qualità dello sperma del futuro nascituro in età adulta. Dimostrando che i danni provocati in questa fase sono quelli che finiscono per incidere maggiormente sulla salute riproduttiva di 'lui'. Ciò, ipotizzano gli studiosi, potrebbe essere legato al fatto che l'esposizione a tossine nemiche della salute fin dal grembo materno finisce per ridurre il numero di cellule del Sertoli, ovvero cellule testicolari di sostegno degli spermatidi fino alla loro maturazione in spermatozoi.
Tante le ricerche passate al setaccio dallo studio, tra queste alcune che inchiodano letteralmente le 'bionde' sul banco degli imputati. Se a fumare è la futura madre a dispetto del pancione - dimostrano le ricerche - la quantità di spermatozoi nel liquido seminale scende del 40% nel futuro bebé diventato poi adulto. In un uomo che si accende una 'bionda' dopo l'altra, invece, la riduzione degli spermatozoi rispetto alla norma si attesta attorno al 10%, ed è dunque di gran lunga minore.
Fonte: Adnkronos
 

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