Sigo: Vittori, cesareo anti-rischi legali per 35% ginecologi

| 19/04/2010 17:24

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Un modo per evitare complicazioni medico-legali. L'alto ricorso al cesareo in Italia si
spiega anche così. Anzi, "secondo una recente indagine che abbiamo condotto su 522 punti nascita, è emerso che per il 35% dei ginecologi sono proprio le complicazioni medico-legali la prima causa del taglio cesareo, che vanta nel nostro Paese numeri record, pari a 38 parti su 100". Lo spiega Giorgio Vittori, presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), intervenendo oggi a Roma al I Convegno nazionale Cic (Collegio italiano dei chirurghi).
"Al secondo posto - prosegue Vittori - ci sono motivazioni logistico-organizzative, un altro modo per indicare il parto naturale d'emergenza nel fine settimana. E solo al terzo posto ci sono le richieste della paziente", prosegue Vittori, secondo il quale oggi per il settore materno-infantile "è codice viola, proprio come il rosso indica la massima emergenza negli altri settori". Siamo infatti "campioni del mondo di cesarei, con il record indiscusso alla Campania". "E' necessario abbassare drasticamente il numero di questi interventi, ma anche evitare la mortalità materna e i danni neonatali".

In che modo? Ad esempio chiudendo i micro-punti nascita. "Nel 35% dei nostri ospedali si fanno meno di 1.000 parti l'anno, due e mezzo al giorno. E nel 12% se ne fanno meno di 500 l'anno. Si tratta dunque di strutture a rischio. Il ricorso al taglio cesareo - assicura - è un urlo di dolore da parte dell'operatore. Deve essere ascoltato".
"Fra i 37 indicatori dell'efficienza e dell'efficacia della qualità delle cure e delle prestazioni che presenteremo entro aprile -interviene il senatore Ignazio Marino (Pd), presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario - abbiamo incluso anche il cesareo. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità il tasso dovrebbe essere del 13,8%, in Italia siamo al 37% ma ospitiamo anche la capitale mondiale del settore, Reggio Calabria, dove 65 donne su 100 - conclude - partoriscono in questo modo".
Fonte: Adnkronos