Certificati on line, il ministero precisa l’ammontare dei rimborsi e delle indennità

Sindacato | Redazione DottNet | 21/04/2010 10:46

''I medici sono pronti da anni al cambiamento, ma sono preoccupati dalle approssimazioni che guidano questi processi. Dal ministro Brunetta cifre inesatte sull'indennità informatica dei medici di famiglia, non sono 9 euro a paziente, ma con un calcolo forfettario meno di 90 centesimi. Altro che rivoluzione, questa è una totale involuzione per il settore''. Così il segretario del Sindacato Medici Italiani (Smi), Salvo Calì, commenta l'invio online dei certificati medici e ribadisce che ''le cifre annunciate dal ministro della Pubblica Amministrazione e dell'Innovazione, Renato Brunetta, sull'indennità informatica ai medici di famiglia sono quantomeno inesatte''.

 ''Siamo in attesa che il ministro conceda davvero ai medici di famiglia un'indennità informatica di 9 euro per paziente - spiega Calì - per un medico con 1.000 scelte significherebbero 9.000 euro l'anno. La verità, invece, è che l'ultimo Acn prevedeva solo 77,47 euro mensili (non per persona), calcolando, quindi, per un intero anno siamo ben lontani dai 9.000 euro di cui abbiamo parlato. Infatti, purtroppo bisogna abbattere di dieci volte le cifre incautamente annunciate dal ministro per avvicinarsi alla realtà: non 9 euro per paziente, ma con un calcolo forfettario arriviamo a malapena a 90 centesimi. I medici di fronte ad un errore così grossolano non possono che rimanere preoccupati, la domanda che ci poniamo è: chi sta guidando questa rivoluzione tecnologica della pubblica amministrazione e della sanità?''. ''Poiché amiamo il confronto - ha concluso Calì - e non le affermazioni e le decisioni unilaterali che, invece, fin ad ora hanno caratterizzano l'operato del ministro Brunetta, come dimostra per esempio anche la sterile campagna contro i medici dirigenti (fannulloni, macellai...ecc), lo invitiamo a nome della categoria a un dibattito pubblico quando e dove vorrà. Potrà in quella sede ribadire o correggere le sue affermazioni. E noi potremo almeno controbatterle''.
Per il momento Brunetta non ha fatto tardare la sua risposta: ''L'Accordo Collettivo Nazionale (Acn) prevede un compenso forfettario annuo pari a 930 euro lorde per medico, a fronte dell'obbligo di garantire 'nel proprio studio e mediante apparecchiature e programmi informatici la gestione della scheda sanitaria individuale e la stampa prevalente (non inferiore al 70%) delle prescrizioni farmaceutiche e delle richieste di prestazioni specialistiche' (art 59 del Acn)''. Lo precisa in una nota il Dipartimento per la digitalizzazione e l'innovazione tecnologica del ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione in risposta, appunto, alle dichiarazioni del segretario dello Smi Salvo Cali' che ''nell'argomentare le sue critiche alla trasmissione elettronica all'Inps dei certificati medici di tutti i lavoratori dipendenti pubblici o privati, vorrebbe addirittura negare l'esistenza di apposite indennità ''informatiche' a favore della sua categoria''.
''Non solo - prosegue la nota - Ogni singola Regione per l'anno 2008 con proprio provvedimento ha destinato incentivi per l'adeguamento della dotazione informatica dei medici di medicina generale, tali da consentire il collegamento funzionale con la rete aziendale e regionale, per un importo medio annuo per singolo medico (calcolato per difetto) di circa 4.684,00 euro. Complessivamente, se sommiamo i 930 euro per medico del punto 1 ai 4.684 euro del punto 2, raggiungiamo la cifra calcolata per difetto di euro 5.614 che, se rapportata alla media dei 1000 pazienti per medico, comporta una contribuzione di quasi 6,00 euro per medico per assistito. Infine, altre provvidenze su specifici progetti informatici vengono destinati direttamente da ogni singola Regione alla categoria''.
 

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