Contraccezione emergenza e razionale di utilizzo

Ginecologia | hra pharma | 30/06/2010 13:14

Il termine emergenza definisce che sono metodiche utilizzabili a seguito del rapporto sessuale e in margini temporali ristretti ( entro 72 ore o 3 giorni), il termine contraccettivo definisce che il loro meccanismo d’azione è assimilabile al resto dei contraccettivi. Per la pillola contraccettiva d’emergenza il meccanismo d’azione è definito come l’inibizione o il ritardo del rilascio dell’ovocita dall’ovaio quando assunta prima dell’ovulazione, con possibilità di prevenire l’incontro ovocita sperma attraverso effetti sia sul muco cervicale, sia sull’abilità dello sperma di legarsi all’ovocita.

In ogni epoca storica si sono cercati metodi per pianificare le gravidanze, spesso utilizzando pratiche empiriche. Si è dovuto attendere il XX secolo per giungere a ricerche codificate sulla fisiologia del ciclo mestruale e della gravidanza e per giungere alle ricerche farmacologiche che portarono negli anni ’50-60 alla commercializzazione della pillola contraccettiva, e infine ai movimenti per la pianificazione delle nascite, di cui pioniera fu Margaret Sanger in America.
I metodi contraccettivi che oggi sono disponibili utilizzano vari approcci, con l’obiettivo comune di prevenire la fertilizzazione: alcuni possono bloccare l’ovulazione (ad esempio la pillola contraccettiva), o bloccare il passaggio dello sperma nel tratto genitale (come i dispositivi di barriera), e cosi via.
Una caratteristica comune dei contraccettivi, come qualsiasi manovra preventiva, è che sono delle metodiche che devono essere messe in atto e pianificate prima di ogni rapporto sessuale, e per ognuna di queste metodiche è descritto un rischio di fallimento (es. rottura, mal posizionamento del condom, dimenticanza di assunzione della pillola contraccettiva), che mette a rischio la donna di una gravidanza inaspettata.
Ad esempio, in UK (Regno Unito) un terzo delle gravidanze non pianificate deriva da fallimenti del metodo contraccettivo scelto dalla coppia, o per difficoltà tecniche o per problemi del metodo stesso mentre un quinto delle interruzioni di gravidanza in Francia sarebbero da ascrivere a contraccettivi orali non correttamente assunti. Più spesso la causa di una gravidanza indesiderata può derivare da fallimento di metodi di barriera: in quasi nella metà dei casi donne inglesi, riferiscono un fallimento del condom come causa di gravidanza non voluta. Infine, in Italia un terzo delle gravidanze risultano non pianificate. Di queste, il 65% avviene nonostante un metodo contraccettivo, di cui la pillola contraccettiva nel 21%, il condom nel 12% dei casi, lo IUD (Dispositivo IntraUterino) nel 9% e altro nel 23%.
In tutte queste situazioni, ossia a seguito di fallimento o potenziale fallimento di un metodo contraccettivo o anche in caso di rapporti in donne che proprio non utilizzino contraccezione, cioè a seguito di tutti quei rapporti che possano essere considerati potenzialmente fertili nel caso si voglia diminuire il rischio di una possibile gravidanza è possibile utilizzare quelle che sono note come metodiche contraccettive d’emergenza .
Il termine emergenza definisce che sono metodiche che sono utilizzabili a seguito del rapporto sessuale e in margini temporali ristretti ( entro 72 ore o 3 giorni), e il termine contraccettivo che il loro meccanismo d’azione è assimilabile al resto dei contraccettivi. Soprattutto in tema di pillola per la contraccezione d’emergenza il meccanismo d’azione definito è L’inibizione o il ritardo del rilascio dell’ovocita dall’ovaio quando assunta prima dell’ovulazione, con possibilità di prevenire l’incontro ovocita sperma attraverso effetti su muco cervicale o sull’abilità dello sperma di legarsi all’ovocita(5,6). Se correttamente usata tale metodica ha dimostrato di poter ridurre l’80% dei casi di gravidanze a seguito di rapporti non protetti.


Riferimenti bibliografici:
1. Henderson D. British Medical Journal. 2009; 339: b2975
2. Bajos N et al. Hum Reprod. 2003;18(5): 994-9
3. British Medical Journal News, 1996;(312): 1055-59
4. Carbone M et al,Riv Gin Consultoriale, 2009; XXI(1-2), 1-5
5. WHO Fact Sheet n°244, 2005
6. FFPRHC Guidance. J Fam Plan Reprod Health Care, 2006; 32(2): 121-8
7. Trussell J et al. Am J Publ Health, 1997; 87: 932-37
8. Trussell J et al.- Fam plan Perspect, 1996; 28: 58-87
 

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