Incentivi per prescrivere farmaci meno costosi

Redazione DottNet | 24/04/2010 17:30

Le autorità pubbliche possono offrire ai medici vantaggi finanziari per favorire la prescrizione di medicinali meno costosi. Lo sottolinea in una sentenza la Corte europea di giustizia del Lussemburgo. Tuttavia, sottolineano i giudici europei, le autorità pubbliche ''sono tenute, da un lato, ad accertarsi che tale regime di incentivi sia fondato su criteri obiettivi e non discriminatori e, dall'altro, a rendere pubbliche, in particolare, le valutazioni terapeutiche relative al regime''. Il caso finito davanti alla Corte di giustizia riguarda gli incentivi finanziari istituiti in Inghilterra e Galles. la direttiva europea relativa ai medicinali vieta nell'ambito della promozione di farmaci presso medici e farmacisti di concedere a questi ultimi vantaggi pecuniari o in natura.

Nella sua sentenza, la Corte constata che il divieto della direttiva riguarda principalmente le attività di promozione dell'industria farmaceutica ed e' diretto ad impedire pratiche promozionali che possano influenzare i medici incitandoli a perseguire un interesse economico al momento della prescrizione dei medicinali. Tale divieto, invece, spiegano i giudici, non riguarda le autorità nazionali responsabili della sanità pubblica, esse stesse competenti a garantire l'applicazione della direttiva e a definire le priorità di azione della politica sanitaria, in particolare per quanto riguarda la razionalizzazione della spesa pubblica attinente a tale politica. Sulla base di valutazioni, sottolinea la Corte Ue, le autorità pubbliche possono determinare se alcuni medicinali contenenti un determinato principio attivo siano preferibili dal punto di vista delle finanze pubbliche ad altri contenenti un diverso principio, ma appartenenti alla stessa categoria terapeutica.

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