Tumori, a caccia di cellule anomale nel Dna

Silvio Campione | 26/04/2010 12:40

Se le cellule del corpo umano fossero tutte grandi suonatori d'orchestra, i tumori sarebbero le note 'stonate'. Un paragone che non è poi così azzardato, visto che alcune delle ricerche premiate dai bandi dell'Associazione italiana ricerca cancro (Airc), e finanziati con il 5x1000, mirano proprio a questo: a 'cacciare' dall'orchestra chi stona, e correggere le note sbagliate contenute in quell'enorme spartito che è il Dna. ''La crescita di un cancro non è un 'assolo' ma un'orchestra'' spiega infatti Federico Caligaris-Cappio della Fondazione san Raffaele di Milano, uno dei cinque ricercatori premiati oggi dal bando Airc. Il tumore 'suona' cioè insieme a tutto l'organismo, ma suona note sbagliate, e col tempo porta a far sbagliare anche le cellule sane. ''La crescita tumorale è legata al fatto che la cellula del cancro 'schiavizza' le cellule normali, e le utilizza ai suoi scopi. Queste interazioni sono colpite solo marginalmente dalle terapie oggi disponibili: il nostro progetto è realizzare proprio queste cure, e contiamo in tre anni di avere informazioni utili all'uso nella clinica''.

Proprio la rapidità con cui le ricerche arrivano alla clinica, e cioe' al letto del paziente, e' la caratteristica unica del bando Airc, lanciato lo scorso settembre e che oggi ha visto assegnare i primi fondi per 60 milioni di euro. Tutti e cinque i premiati, infatti, hanno tre anni di tempo per produrre risultati tangibili, al termine dei quali saranno valutati per ricevere ulteriori due anni di finanziamenti, utili per 'consegnare' la cura ai malati. Sempre nel paragone musicale, ''il nostro è un approccio assolutamente complementare - aggiunge Paolo Comoglio, dell'Istituto per la ricerca del cancro di Torino - mireremo direttamente al 'direttore d'orchestra', cioè a un oncogene che controlla la crescita invasiva del tumore. Ci focalizzeremo sui carcinomi del colon-retto resistenti alle terapie convenzionali''. La terza ricerca premiata è quella di Roberto Foa', dell' Università La Sapienza di Roma, e vuole caratterizzare il codice genetico dei tumori linfoidi: in pratica, punta a leggerne lo 'spartito', in modo da correggerne le note stonate. Il gruppo di Alessandro Vannucchi, invece, che lavora all' Università di Firenze, punterà a identificare nuovi bersagli per le terapie nei tumori mieloidi, analizzando i meccanismi responsabili della proliferazione incontrollata delle cellule del cancro. Infine, il progetto più ambizioso è quello di Alessandro Massimo Gianni, dell'Istituto Nazionale Tumori di Milano: scopo del suo gruppo è di insegnare alle cellule staminali del paziente a diventare vere e proprie 'armi' da rivolgere contro i tumori, e a re-iniettarle nel paziente per debellare il cancro. Il progetto, che ha già avuto successo sugli animali, punta a trattare il primo paziente entro i prossimi tre anni, e di concludere il trattamento di ulteriori 18 pazienti in una seconda fase. ''Finanziare la ricerca con il 5x1000 funziona - spiega Piero Sierra, presidente Airc - perché permette investimenti concentrati e di grande rilievo''. Al momento però sono stati destinati all'Associazione solo i proventi del 5x1000 del 2006 (32 milioni) e il 35% di quelli del 2007. ''Non sappiamo ancora i tempi con cui verrà liquidato il contributo del 2008 - conclude Sierra - ma i soldi sicuramente arriveranno, perché sono un impegno ufficiale dello Stato. In ogni caso, abbiamo già tutti i fondi per portare avanti le cinque ricerche fino all'ultimo, il nostro è un atteggiamento di grande prudenza, per dare sicurezza e stabilità ai progetti''.Queste interazioni sono colpite solo marginalmente dalle terapie oggi disponibili: il nostro progetto è realizzare proprio queste cure, e contiamo in tre anni di avere informazioni utili all'uso nella clinica''. Proprio la rapidità con cui le ricerche arrivano alla clinica, e cioe' al letto del paziente, e' la caratteristica unica del bando Airc, lanciato lo scorso settembre e che oggi ha visto assegnare i primi fondi per 60 milioni di euro. Tutti e cinque i premiati, infatti, hanno tre anni di tempo per produrre risultati tangibili, al termine dei quali saranno valutati per ricevere ulteriori due anni di finanziamenti, utili per 'consegnare' la cura ai malati. Sempre nel paragone musicale, ''il nostro è un approccio assolutamente complementare - aggiunge Paolo Comoglio, dell'Istituto per la ricerca del cancro di Torino - mireremo direttamente al 'direttore d'orchestra', cioè a un oncogene che controlla la crescita invasiva del tumore. Ci focalizzeremo sui carcinomi del colon-retto resistenti alle terapie convenzionali''. La terza ricerca premiata è quella di Roberto Foa', dell' Università La Sapienza di Roma, e vuole caratterizzare il codice genetico dei tumori linfoidi: in pratica, punta a leggerne lo 'spartito', in modo da correggerne le note stonate. Il gruppo di Alessandro Vannucchi, invece, che lavora all' Università di Firenze, punterà a identificare nuovi bersagli per le terapie nei tumori mieloidi, analizzando i meccanismi responsabili della proliferazione incontrollata delle cellule del cancro. Infine, il progetto più ambizioso è quello di Alessandro Massimo Gianni, dell'Istituto Nazionale Tumori di Milano: scopo del suo gruppo è di insegnare alle cellule staminali del paziente a diventare vere e proprie 'armi' da rivolgere contro i tumori, e a re-iniettarle nel paziente per debellare il cancro. Il progetto, che ha già avuto successo sugli animali, punta a trattare il primo paziente entro i prossimi tre anni, e di concludere il trattamento di ulteriori 18 pazienti in una seconda fase. ''Finanziare la ricerca con il 5x1000 funziona - spiega Piero Sierra, presidente Airc - perché permette investimenti concentrati e di grande rilievo''. Al momento però sono stati destinati all'Associazione solo i proventi del 5x1000 del 2006 (32 milioni) e il 35% di quelli del 2007. ''Non sappiamo ancora i tempi con cui verrà liquidato il contributo del 2008 - conclude Sierra - ma i soldi sicuramente arriveranno, perché sono un impegno ufficiale dello Stato. In ogni caso, abbiamo già tutti i fondi per portare avanti le cinque ricerche fino all'ultimo, il nostro è un atteggiamento di grande prudenza, per dare sicurezza e stabilità ai progetti''.