Fondo Pricard per la cardiologia. La ricerca, una sfida da vincere

| 26/04/2010 15:24

Dal XII Convegno Nazionale CONACUORE, sottolineata l’importanza fondamentale della ricerca nel campo delle malattie cardiovascolari. Attraverso il Fondo Pricard, assegnate le prime quattro borse di studio che prevedono un investimento complessivo di 180 mila euro nel biennio 2010-2011. Rendere disponibili alla comunità scientifica nazionale finanziamenti per la ricerca nel campo delle malattie cardiovascolari assegnati su base competitiva a seguito di una rigorosa valutazione da parte di esperti. Questa l’idea che ha ispirato CONACUORE (Coordinamento Operativo Nazionale Associazioni del Cuore) nell’istituire il Fondo PRICARD, in base al quale circa un mese fa, durante una Cerimonia svoltasi a Palazzo Chigi alla presenza dei sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e Carlo Giovanardi, sono state assegnate le prime quattro borse di studio, che prevedono un investimento complessivo di 180 mila euro nel biennio 2010-2011. “Se la prevenzione è e rimane un’arma fondamentale per contrastare le malattie cardiovascolari, è altrettanto importante investire sempre di più nella ricerca. Dallo sviluppo di questi due ambiti, infatti, dipende in larga misura l’esito della battaglia contro le malattie di cuore” ha dichiarato il Professor Gianni Spinella, Presidente CONACUORE in occasione del XII Convegno Nazionale in corso a Modena (Hotel Baia del Re, 23/24 aprile 2010).

 

“Nonostante le svariate cause dell’insorgenze delle cardiopatie, siano in gran parte note, la ricerca deve compiere ancora molti passi avanti per contribuire alla riduzione della mortalità e invalidità delle stesse – continua Spinella – E’ importante, ad esempio, poter capire l’origine genetica di alcune patologie, per spiegare perché a parità di fattori di rischio, alcune persone si ammalano ed altre no. Solo così sarà possibile impostare programmi di prevenzione corretti e mirati a chi ne ha effettivamente bisogno”. Potenziare la ricerca è dunque l’obiettivo primario del Fondo Pricard proprio perché le malattie cardiovascolari continuano ad essere le più diffuse, con un’altissima incidenza di mortalità e con un notevole impatto sul Servizio Sanitario Nazionale. “Queste malattie – conclude Spinella - colpiscono oltre 3 milioni di persone nel nostro Paese e da sole provocano il 40% della mortalità complessiva. Ogni anno viene ricoverato oltre 1 milione di pazienti per una spesa superiore agli 800 milioni di euro, mentre l’Italia investe in ricerca - in ogni campo - meno dell’1% del prodotto interno lordo. Nei quattro medici vincitori dei bandi Pricard e nei loro progetti si riassume la speranza di fare ancora meglio di quanto si faccia oggi”.

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