Trapianti, sì ai donatori sammaritani

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 26/04/2010 19:52

Presto chi è in attesa di trapianto di rene potrà ricevere l'organo anche da donatori cosiddetti samaritani. Con dei paletti, come la garanzia del rispetto dell'anonimato e l'accertamento delle motivazioni dei donatori, infatti, il Comitato nazionale di bioetica ha dato il suo assenso alla donazione di organi tra sconosciuti. Il via libera del Cnb è solo il primo passo, perché per arrivare anche nei centri trapianti italiani la donazione samaritana, già utilizzata negli Stati Uniti e in alcuni Paesi del Nord Europa, dovrà attendere il parere del Consiglio Superiore di Sanità e le indicazioni del Centro nazionale trapianti. Ma intanto, uno dei tre 'volontari', una donna che si è rivolta all'ospedale Le Molinette di Torino, si sta sottoponendo alle analisi sul suo stato psicofisico, e, come riferito da Giuseppe Segoloni, primario di Nefrologia dell'istituto che la segue, ''sembra fermamente intenzionata ad andare avanti''.

Proprio l'offerta dei tre 'samaritani' (oltre alla donna a Torino, due persone in Lombardia) aveva spinto la presidenza del Consiglio a sollecitare il parere del Cnb. Il Comitato, spiega il vicepresidente, Lorenzo D'Avack, motivando il via libera, ''non ha riscontrato maggiori rischi rispetto a quelli della donazione di organi da viventi, consanguinei o affettivamente legati''. Il documento, approvato ''a larga maggioranza'', preme soprattutto sull'anonimato del donatore - da garantire, dice ancora D'Avack, ''evitando che donatore e ricevente abbiano rapporti reciproci sia prima che dopo l'operazione'' - anche per avere certezza che le motivazioni siano diverse da quella solidaristica (come ad esempio ''l'incentivo economico''). A questo fine, l'accertamento di condizioni cliniche e motivazioni andrà affidato ''a commissioni terze'', e i trapianti dovranno essere eseguiti nei centri autorizzati ''nel rispetto delle procedure indicate dalla normativa in vigore''. Il Comitato chiede anche che venga istituito un registro dei donatori, che dato il gesto ''di generosità'' dovranno avere ''un criterio di preferenza nelle liste di attesa in caso di bisogno'' a loro volta di un rene. Il parere però, ha già suscitato più di una perplessità, a partire da alcuni dei suoi componenti, come il vicepresidente Luca Marini, che si e' astenuto: ''In nome del timore della mercificazione del corpo'', spiega, si mettono dei paletti ''che rischiano di disincentivare una cultura della donazione altruistica''. Ma boccia il parere del Cnb anche il Centro di Bioetica della Cattolica, diretto dal prof. Adriano Pessina: così si avvalla l'idea ''che il corpo sia un semplice composto di parti e non l'espressione dell'identità personale'' e si da' vita a ''un circolo vizioso e improprio'' perchè si ''creano mutilazioni e situazioni patologiche per rispondere alle esigenze di salute dei pazienti''.

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