Tra dieci anni 40mila medici in meno

Silvio Campione | 27/04/2010 14:44

Tra dieci anni ci potrebbero nel nostro paese circa 40 mila medici in meno. E a risentirne di più potrebbero essere in particolare i pediatri e i medici di famiglia. A lanciare l'allarme è Amedeo Bianco, presidente della federazione dell'ordine dei Medici chirurghi e degli odontoiatri, che oggi conta 360 mila iscritti (inclusi i 35 mila odontoiatri), anche se solo 240 mila sono attivi, ovvero svolgono quotidianamente la loro professione. ''In un periodo compreso tra il 2015 e il 2025 ci sarà una massiccia uscita di professionisti dalla vita attiva.

Abbiamo stimato, sulla base dei nostri dati confrontati con quelli degli enti di previdenza pubblici e privati, che se manteniamo inalterato il tasso di ingresso alla professione potremmo registrare un calo di circa 40 mila medici'', spiega Bianco in proposito, sottolineando pero' che il problema non è solo quello del numero programmato, ''che il prossimo anno dovrebbe essere portato a 9 mila unità'', ma quello più generale di una nuova programmazione: ''occorre mettersi intorno ad un tavolo per studiare il fabbisogno di specialisti che servirà alla sanità futura, che non e' detto sia quello attuale''. Ma per farlo, aggiunge il presidente dell'ordine dei medici, ''serve non agire secondo logiche separate, secondo le quali le Università o le Regioni vanno per conto proprio, ma operare un'azione concertata con la convergenza di tutti i soggetti''. Due in prospettiva, le categorie che potrebbero risentire maggiormente del sensibile calo di medici, spiega ancora Bianco, ''i pediatri, e anche i medici di famiglia, che oggi hanno un'età media di 50-55 anni''. E in ogni caso, evidenzia il presidente Fnomceo, ''sarà opportuno ripensare il sistema normativo, calibrando meglio gli ingressi e programmando il giusto fabbisogno. Ripeto, non e' solo un problema di aumentare il numero di iscritti, considerato che il 25% neanche termina la laurea''. Riguardo invece all'allarme lanciato dal Collegio italiano dei chirurghi sul calo di 'vocazione' dovuto in particolare agli episodi legati all'alto numero dei contenzioni medico-legali, Bianco parla di ''dati fondati, perché il contenzioso spesso scoraggia l'iscrizione alle facoltà di medicina''.

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