IPNOSI: capiamo cos'è attraverso le domande classiche dei nostri pazienti

Psichiatria | | 27/04/2010 16:35

Sempre più spesso si sente parlare di ipnosi e sempre più spesso i pazienti richiedono di provare un percorso ipnotico per la risoluzione di alcuni problemi psicologici. I mass media e la presenza di numerosi operatori poco professionali hanno lasciato una grande confusione in materia. Proviamo a conoscere l'ipnosi attraverso le domande classiche che ci vengono proposte.

 

Che cos'è l'ipnosi?
L'ipnosi è innanzitutto uno stato di coscienza al pari della veglia, del sonno e del coma. In questo stato di coscienza il nostro cervello (e in generale il nostro organismo) lavora in maniera differente dallo stato di veglia, producendo dei segnali psico-fisiologici caratteristici dello stato di trance ipnotica: ad esempio un “rallentamento” delle onde cerebrali (passaggio da onde beta ad onde alfa); un'attivazione di differenti aree cortico-sottocorticali a seconda della consegna ipnotica; un rallentamento della frequenza cardiaca, ecc.
La persona che vive questo stato di coscienza che potremmo definire “alternativo” (allo stato di veglia) vive un'esperienza soggettiva molto simile a quelle vissute negli stati meditativi, nel dormiveglia, negli stati di profonda concentrazione. Infatti, in queste situazioni il nostro cervello attiva uno stato di ipnosi ma semplicemente non abbiamo strumenti per rilevare questi cambiamenti. Percepiamo qualcosa di diverso dal normale (ad esempio un profondo rilassamento o una maggiore lucidità mentale) ma non gli attribuiamo il nome di ipnosi.

Che differenza c'è quindi tra ipnosi e meditazione?
Dal punto di vista neurofisiologico nessuna se lo stato di meditazione porta il soggetto ad attivare alcuni parametri psico-fisiologici caratteristici dello stato di trance. Possiamo dunque dire che l'ipnosi è uno stato di coscienza che si raggiunge attraverso differenti percorsi o tecniche, tra cui le tecniche meditative.
Differente è anche la finalità con cui ricerchiamo lo stato di trance. Nei percorsi ipnotici gli obiettivi per cui si ricerca lo stato di trance sono molteplici (dal semplice rilassamento alla terapia di sintomi clinici o al miglioramento della prestazione sportiva). Nei percorsi di meditazione la finalità ultima è invece differente.

Quali sono gli obiettivi di un percorso ipnotico?
Ci possono essere obiettivi terapeutici, sia psicologici che medici, e in questo caso si può parlare di ipnoterapia. Ad esempio, l'ipnosi può essere utilizzata per lavorare su specifiche problematiche emerse in psicoterapia oppure per supportare il soggetto nella gestione di alcune patologie organiche. Questi percorsi sono promossi da medici o psicoterapeuti che, in aggiunta alla loro specializzazione di base, hanno acquisito particolari competenze ipnotiche.
Poi l'ipnosi può essere impiegata come strumento nei percorsi psicologici di supporto, promossi da psicologi con competenze ipnotiche. Le situazioni più comuni in cui l'ipnosi viene impiegata sono disturbi d'ansia, malattie psicosomatiche, gestione delle emozioni, disturbi della sfera sessuale, insonnia, rinforzo dell'autostima, miglioramento dell'autoefficacia, la gestione del dolore, ecc.
Inoltre l'ipnosi viene utilizzata nei percorsi di miglioramento di una prestazione specifica, ad esempio sportiva o scolastica in cui il soggetto deve migliorare la sua capacità di concentrazione, la capacità di mantenere la calma in momenti di difficoltà, la capacità di attivare la giusta grinta per superare la prova finale, ecc.

Come si lavora con l'ipnosi?
Abbiamo almeno due tipi di approccio con l'ipnosi: l'ipnosi eteroindotta o l'autoipnosi.
L'ipnosi eteroindotta racchiude tutte quelle tecniche che hanno come effetto finale generare uno stato di ipnosi (vedi dom. 1) per il raggiungimento di un obiettivo specifico (vedi dom. 3) che ci vengono proposte da una persona esterna, l'ipnotista.
L'autoipnosi è un processo in cui, in autonomia, generiamo uno stato di trance ipnotica e lo indirizziamo da soli, al raggiungimento di uno specifico obiettivo. Questo presuppone ovviamente che qualcuno ci abbia insegnato come fare e che ci siamo allenati ad applicare queste procedure in autonomia.

Quale approccio è più efficace?
Hanno entrambi dei pro e dei contro.
I percorsi di eteroipnosi (che sono quelli proposti durante i percorsi di supporto psicologico) prevedono necessariamente un rapporto di fiducia tra ipnotista e ipnotizzato, oltre che un accordo preventivo che autorizza l'ipnotista a muoversi nella direzione che il soggetto desidera raggiungere. Questo per alcune persone può essere un limite, soprattutto se si fatica molto a lasciarsi andare in presenza di altri o si ha difficoltà a fidarsi di qualcuno che, almeno all'inizio, è un estraneo. Dall'altro lato però è l'ipnotista che guida il soggetto che può lasciarsi tranquillamente guidare senza pensare a null'altro che a ciò che l'ipnotista suggerisce. La professionalità dell'ipnotista gli permette inoltre di vedere aspetti della situazione che, generalmente, da soli è difficile cogliere e pertanto sono difficilmente affrontabili da soli.
L'autoipnosi elimina il problema della persona esterna perchè possiamo permetterci di esprimere liberamente a noi stessi ciò che percepiamo però dobbiamo fare tutto da soli: guidarci e lasciarci andare. Questo, soprattutto per chi non è allenato, può risultare molto difficile. Ci sono poi alcuni aspetti che da soli non si riescono ad affrontare e quindi l'autoipnosi è indicata per il raggiuntamento di alcuni obiettivi e non di altri.

Quali obiettivi si possono raggiungere con l'ipnosi?
CONTROLLO DELLE EMOZIONI = quelle che provocano disagio: ansia, rabbia, rossore, nervosismo, irritabilita’, attacchi di panico.
CAMBIAMENTO DI ABITUDINI = fumo, uso eccessivo di sostanze, onicofagia, disturbi dell’alimentazione, tic, difficolta’ di concentrazione.
PROBLEMI FISICI = controllo del dolore, asma, di stress, insonnia, tachicardie, allergie psicosomatiche
PROBLEMI SESSUALI o RELAZIONALI = eiaculazione precoce, ansia da prestazione, scarso impulso, poco desiderio, difficolta’ di comunicazione, ecc.
PSICOLOGIA DELLO SPORT = ottimizzazione della prestazione sportiva.

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