Tra cure di qualità e vincoli economici: le risposte dell’Isoc a Bologna

Silvio Campione | 28/04/2010 10:56

dermatite-da contatto

Come tenere insieme cure di alta qualità garantite a tutti, ricerca innovativa e vincoli economici? Prova a rispondere l'Isoc, International Society of Orthopaedic Centers, associazione dei più importanti ospedali ortopedici del mondo, all'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna dal 29 aprile al primo maggio. L'Italia è rappresentata dal Rizzoli e dall'Istituto Galeazzi di Milano; tra gli altri, dagli Stati Uniti la Mayo Clinic e l'Hospital for Special Surgery di New York, centri di riferimento americani per l'ortopedia, la Endo Clinic tedesca, l'Union Medical College di Pechino e l'Istituto Nazionale di Riabilitazione messicano. ''E' un esperimento a livello mondiale - spiegano i prof. Sandro Giannini e Fabio Catani del Rizzoli - Mai gli specialisti ortopedici e gli amministratori delle cliniche leader internazionali si erano seduti allo stesso tavolo per affrontare il nodo cruciale, che ha conseguenze dirette sui pazienti: cure innovative richiedono investimenti pesanti in ricerca e in formazione; nello stesso tempo, servono molte risorse per garantire le prestazioni a tutti coloro che ne hanno bisogno.

Il nostro incontro 'misto' tra clinici e amministratori ha l'obiettivo di evitare che queste due istanze - ricerca per una sanità migliore domani e investimenti per offrire assistenza a tutti oggi - siano alternative tra loro. Non partiamo da zero: ci sono già esperienze in giro per il mondo, e le più significative sono portate avanti dai soci Isoc che interverranno a Bologna''. ''Liste d'attesa, costi delle protesi, organizzazione delle sale operatorie, durata dei ricoveri, amministrare un ospedale specializzato in ortopedia significa gestire questi aspetti nel modo migliore per il paziente - osserva Giovanni Baldi, Dg del Rizzoli - e nel contempo garantire le condizioni perché venga svolta la ricerca innovativa che e' parte imprescindibile del nostro mandato: la specializzazione che abbiamo ci da' la responsabilità di esplorare le nuove strade della medicina. E' una sfida piena di difficoltà, per questo il confronto tra i centri leader del settore, sia pubblici che privati, inseriti in contesti nazionali differenti, e' una grande opportunità di guardare in casa d'altri per trovare margini di miglioramento nella propria. Opportunità che potrebbe anche diventare una piattaforma strutturata, come abbiamo fatto a livello nazionale noi del Rizzoli con il Galeazzi di Milano e il Cto di Torino attraverso un progetto di benchmarking, il primo italiano in ambito ortopedico, svoltosi negli ultimi tre anni''. La sessione scientifica in programma a Bologna conferma l'attenzione alla ricerca dell'Isoc: spazio alla scienza di base con particolare attenzione all'ingegneria tissutale. E confronto tra il gotha mondiale dei chirurghi ortopedici su nuovi materiali per le protesi e tecniche mini-invasive di intervento.