Certificati on line, la consegna dei Pin ancora ferma. Le regioni studiano le modalità. Snami: solo due i certificati inviati

Sindacato | Silvio Campione | 29/04/2010 13:23

Qual è la situazione sulla distribuzione dei Pin ai medici per avviare l’attività di certificazione on line? “Siamo ancora a poche unità – ci rispondono dal ministero dell’Innovazione -. Si tratta di attendere adesso le regioni a cui è stato delegato il compito”. Finora, stando a quanto abbiamo potuto verificare sul campo, sono pochissimi i Pin distribuiti ai medici anche perché le regioni stesse non hanno ancora definito le modalità per il rilascio. Qualche Ente sta pensando di collegare il Pin alla Carta dell’operatore Sanitario così da agevolare il medico che con una sola operazione può assolvere a più esigenze.

Ma si tratta di casi isolati: “C’è ampia sinergia tra ministero della Salute e Regioni per velocizzare le consegne”, assicurano gli uomini di Brunetta. Intanto i medici continuano a farci arrivare i loro commenti, soprattutto sulla perdita di tempo che questo sistema comporterà: “Non è così – affermano i tecnici del Dipartimento dell’Innovazione -. Una volta provato, il meccanismo non farà altro che semplificare le cose e solo sul campo si potranno poi criticare eventuali disguidi. Ma se non fanno i test è inutile parlarne”. Intanto sempre dal Dicastero competente ammettono che per le visite domiciliari sarebbe fondamentale dotarsi di un telefonino collegato a Internet in modo da effettuare in tempo reale le comunicazioni necessarie. “I costi rientrano nei rimborsi e negli incentivi previsti dalla legge”, precisano a Roma. “invitiamo i medici a verificare di persona la validità della certificazione on line- sottolineano gli ingegneri del ministero dell’Innovazione -. Una volta che si andrà a regime sarà tutto più facile e soprattutto, nonostante le apparenze, ci saranno notevoli risparmi di tempo per tutti, per il professionista e per il paziente”.
Dallo Snami arriva intanto una nota: “Vorremmo informare il ministro Brunetta che l'area critica nei confronti dei certificati medici online supera il 30% dei medici di famiglia, ma il disagio è ben più ampio. In due settimane ne sono stati inviati solo due”. Parola di Salvo Calì, segretario generale dello Smi (Sindacato medici italiani), critico sul nuovo sistema di certificazione online e polemico nei confronti del ministro della Pubblicazione amministrazione e innovazione Renato Brunetta, intervenuto ieri sull'argomento nel corso della trasmissione "Porta a Porta" su Rai 1. A "Porta a Porta", purtroppo - sottolinea in una nota Calì - si è persa un'altra buona occasione per ascoltare seriamente la categoria, ma il dato più grave, che è emerso, è la scarsa conoscenza della realtà. Scopriamo, per esempio, dallo stesso presidente dell'Inps che in due settimane sono solo due i certificati inviati online a questo ente. Non solo. Nel corso del programma il ministro ha continuato a omettere che il nostro Paese non ha ancora una rete informatica efficiente, capace di reggere questo traffico di informazioni. Per non parlare dell'ulteriore burocratizzazione del lavoro medico, cioè il tempo sottratto alla cura e all'ascolto del paziente». Il segretario generale dello Smi lancia quindi un appello a Brunetta. “Invitiamo il ministro ancora una volta ad aprire un confronto senza compiacenze, affinché si possa concorrere costruttivamente al processo di innovazione tecnologica della sanità pubblica italiana. Attendiamo - conclude Calì - risposte concrete e non ulteriori spunti polemici”.

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato