Parlamento ed esperti firmano carta contro meningite. In Italia 900 casi di forma batterica ogni anno

Pediatria | | 29/04/2010 15:32

Favorire con azioni e strumenti opportuni l'accesso alla vaccinazione contro la malattia meningococcica, attraverso l'adozione di politiche di offerta appropriate e omogenee su tutto il territorio nazionale; sostenere le iniziative di sensibilizzazione e informazioni volte a diffondere la consapevolezza del rischio di questa patologia; promuovere la conoscenza della vaccinazione e dei suoi benefici presso la collettività. Sono gli obiettivi della 'Carta dell'impegno italiano contro la meningite', sottoscritta oggi a Roma dagli esponenti del mondo parlamentare e medico-scientifico intervenuti al convegno 'Le nuove sfide della meningite per la salute pubblica' organizzato in occasione del World Meningitis Day 2010. La Carta, sottoscritta da rappresentanti del Senato della Repubblica, della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), della Società italiana di pediatria (Sip), della Società italiana di igiene, medicina preventiva e Sanità pubblica (Siti), del Comune di Roma e della Regione Lazio, sancisce dunque un impegno corale nella promozione e diffusione di una corretta cultura della prevenzione della meningite, di cui in Italia, per la forma batterica, si contano circa 900 casi l'anno. La malattia meningococcica è una grave patologia infettiva che può colpire tutti, adulti, ragazzi ma soprattutto i bambini, compromettendone irreversibilmente la salute. Oltre all'altissimo tasso di mortalità, infatti, in caso di sopravvivenza comporta danni neurologici permanenti per chi ne è colpito, anche quando è diagnosticata tempestivamente. La sua eradicazione è dunque uno degli obiettivi primari per la tutela della salute pubblica, oggi ancora di più alla luce dei mutamenti dello scenario sociale: uno degli effetti della globalizzazione e della caduta delle frontiere, insieme alla maggiore mobilità di persone e merci, è la comparsa in Italia di ceppi cosiddetti 'emergenti' della meningite meningococcica, come nel caso del ceppo A diffuso negli Stati Uniti, o dei ceppi Y e W135 presenti prevalentemente nel continente africano.

 

La comparsa di questi nuovi ceppi, insieme alla diffusione in Italia dei ceppi B e C, impone l'urgenza di individuare strumenti e strategie idonei a tutelare la salute dei cittadini, rendendoli 'invulnerabili' alla malattia. Cosa che solo la vaccinazione è in grado di fare. "La Fimp, la Sip e la Siti - ha ricordato Giuseppe Mele, presidente della Fimp - nei giorni scorsi hanno presentato una proposta congiunta di Piano di vaccinazione che rende obbligatoria la vaccinazione contro la meningite, oltre a quella contro l'influenza stagionale anche per i bambini sani e una serie di altre immunizzazioni. L'intento è quello di offrire alle autorità competenti una posizione corale della comunità medica, fondata su evidenze scientifiche ed epidemiologiche condivise". "Proprio sulla base di questo - ha aggiunto - è decisiva la diffusione omogenea sul territorio nazionale della vaccinazione, che a nostro avviso deve comunque ricevere un forte impulso a livello nazionale, garantito in massima parte dall'inserimento della vaccinazione nei Livelli essenziali di assistenza futuri. Ed è anche importante che, poi, i pediatri seguano il Piano vaccinale, evitando che in ogni ambulatorio si agisca in un modo diverso dall'altro". Oggi, con il recepimento delle raccomandazioni contenute nel Piano nazionale vaccini 2005-2007, l'offerta attiva della vaccinazione contro il meningococco C arriva a coprire, seppure con modalità diverse, circa il 50% del territorio nazionale. Non si è dunque ancora raggiunto l'obiettivo di superare le disomogeneità dell'offerta e delle strategie di lotta alla malattia meningococcica. Regioni come la Toscana, l'Emilia Romagna, la Puglia, il Veneto e la Liguria hanno attivato tempestivamente l'immunizzazione e ottenuto risultati concreti nella lotta alla patologia. Mentre in molte altre, come la Sicilia, le raccomandazioni del Piano non sono state recepite e, di conseguenza, il quadro epidemiologico appare immutato. Dal 2002, per la prevenzione della meningite da meningococco C, esiste un vaccino coniugato monovalente sicuro somministrabile fin dai primi mesi di vita del bambino che è oggi l'unico 'scudo' efficace contro la malattia. Nel corso dell'anno dovrebbe poi arrivare sul mercato un nuovo prodotto coniugato contro i ceppi A, C, Y e W-135, approvato in Europa a marzo scorso e in attesa di autorizzazione in Italia.

Fonte: Adnkronos

 

 

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