Assistenza domiciliare anche in farmacia: ecco il futuro della professione

Redazione DottNet | 02/05/2010 08:59

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Nella farmacia sotto casa presto si potranno prenotare esami e visite, fare test di autovalutazione del diabete, eseguire le spirometrie. Ma la farmacia del futuro sarà cruciale anche per l'assistenza domiciliare avanzata. "Ecco perché il secondo passo", dopo i decreti attuativi della legge 69 sulle farmacie "prevede di abbattere il muro del testo unico del '34 e consentire l'ingresso dei medici nelle farmacie, che diventeranno centri territoriali primari". A 'disegnare' la farmacia del futuro è il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, intervenuto oggi a Roma all'assemblea dell'Associazione distributori farmaceutici (Adf).Fazio parte da un elemento cruciale, ovvero la necessità di spostare il trattamento dei malati cronici dall'ospedale al territorio. "Il numero degli over 65 è destinato ad aumentare - ricorda - di pari passo con i pazienti affetti da malattie croniche, fra cui ormai c'è anche il cancro. L'obiettivo finale è quello di trattare questi malati sul territorio", 'spostando' anche alcuni medicinali dall'ospedale al territorio, dunque alla farmacia.

 Ma occorre individuare le risorse. In ogni caso, nota il ministro, il ruolo e l'aspetto della farmacia dovrà modificarsi, per consentire questo spostamento verso una nuova centralità del territorio. "Se non ci riusciremo, il sistema va ad implodere", ammonisce il ministro".Ma quanto è lontana la farmacia del futuro? Il colloquio con i medici di medicina generale e i farmacisti "è serrato e in fase avanzata", conclude. "E a me certo" la novità del medico in farmacia "piacerebbe". "Ha ragione il ministro a dire che oggi il sistema è organizzato in una maniera" superata. "La centralità data all'ospedale - commenta il presidente di Farmindustria, Sergio Dompé - non rispecchia il bisogno presente e futuro del territorio". E certo "la salute dei cittadini non può essere divisa fra ospedali e territorio - nota il presidente dell'Aifa (Agenzia italiana del farmaco), Sergio Pecorelli - Il percorso deve essere unico. E accompagnare il malato una volta che non sia più necessario il ricovero".La rete delle 17.500 farmacie disseminate in tutta la Penisola può davvero giocare un ruolo importante. "Per questo però - prosegue Pecorelli - anche il territorio ha bisogno di farmaci innovativi che, diventati maturi, possono passare dall'ospedale al territorio". "Se in questo modo si garantirà la territorialità - gli fa eco la presidente di Federfarma, Annarosa Racca - sono contenta. Certo, si tratta di mettere in rete sistemi informativi diversi e dunque i tempi" per la farmacia del futuro "non saranno velocissimi. Ma prendiamo atto con soddisfazione della forte volontà del ministro", conclude la Racca.