Certificati on line: niente obbligo della diagnosi oggettivamente documentata. Soddisfatti sindacati: Cozza, siamo sulla buona strada

Silvio Campione | 03/05/2010 17:57

Soddisfazione da parte delle organizzazioni sindacali di medicina per le novità introdotte dalla circolare Brunetta del 28 aprile. Il ministro della Pubblica amministrazione e innovazione Renato Brunetta, di fatto, allenta la 'morsa' intorno al collo dei camici bianchi che stilano certificati di malattia per le assenze dal lavoro dei dipendenti pubblici. La circolare 'ritocca' infatti quanto previsto dalla riforma dello stesso Brunetta sul pubblico impiego che prevede pesanti sanzioni, anche il carcere fino a 5 anni, sia per il lavoratore che presenta una falsa certificazione di malattia, sia per il medico 'compiacente' che la compila. Grazie a questo documento al camice bianco, per formulare la diagnosi e la prognosi, basterà infatti la presunzione sulla base di dati acquisiti durante la visita. Insomma, cade l'obbligo della diagnosi oggettivamente documentata che tanto aveva fatto arrabbiare i medici, secondo i quali per alcune malattie, ad esempio la cefalea, era impossibile fornire riscontri oggettivi.

"L'applicazione della disposizione - si legge nella circolare - deve tener conto delle regole proprie della pratica medica, che consentono di formulare diagnosi e prognosi anche per presunzione sulla base di dati riscontrati o semplicemente acquisiti durante la visita. Nell'applicazione della norma, pertanto, è rilevante la circostanza che i dati clinici siano stati o meno desunti da visita. In sostanza, in base a questa norma, la responsabilità del medico, con l'applicabilità delle sanzioni indicate, ricorrerà quando lo stesso rilascia attestati o certificati attestanti dati clinici non desunti da visita in coerenza con la buona pratica medica". Per Cozza della Cgil la Circolare del 28 aprile 2010 del ministro Brunetta, sulle assenze dei pubblici dipendenti, "restituisce al medico la dovuta responsabilità professionale". "Per formulare la diagnosi e la prognosi basterà la presunzione sulla base di dati semplicemente acquisiti durante la visita - spiega Cozza - Così il medico potrà evitare la reclusione da uno a cinque anni, la multa da 400 a 1600 euro, il risarcimento del danno patrimoniale ed all'immagine subiti dall'azienda, la radiazione dall'albo e il licenziamento". Cozza mostra apprezzamento per l'ascolto del Ministro Brunetta alle richieste dei medici, ma guarda avanti. "Adesso la strada per i certificati on line - conclude Cozza -, che condividiamo in quanto utile servizio ai lavoratori e per una maggiore efficienza dell'amministrazione pubblica, è sgombra ma rimane in salita. Senza investimenti di risorse e coinvolgimento di tutti i soggetti interessati rischia di essere un ennesimo spot". “Esprimiamo tutta la nostra soddisfazione per la circolare 5/2010 dello scorso 28 aprile a firma del Ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta che attraverso le sue specificazioni restituisce al medico la sua responsabilità e la sua dignità di professionista”. Lo affermano in una nota congiunta Roberto Lala, segretario generale del Sumai-Assoprof e Mauro Martini, Sumai-Assoprof Mg. “Certamente – proseguono i sindacalisti – c’è voluto del tempo perché le nostre legittime perplessità fossero ascoltate ed in questo senso abbiamo apprezzato tutti gli sforzi di coloro i quali si sono adoperati in questa difficile opera di mediazione tra la classe medica e il Ministero. È chiaro che sui certificati on line c’è ancora molto lavoro da fare ma l’aver restituito al medico la sua responsabilità professionale di fronte al Codice deontologico non può che ottenere il nostro apprezzamento”.
Ecco una breve sintesi delle norme (D. Lgs. 150/2009) che pubblichiamo di nuovo

Il certificato di malattia è inviato per via telematica direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria pubblica all'INPS, secondo le medesime modalità previste per il settore privato ( D.M. 26/02/2010, concernente le regole tecniche per la predisposizione e l'invio dei certificati di malattia).
L'INPS invia immediatamente il certificato, sempre per via telematica, all'amministrazione di appartenenza del lavoratore.
L'inosservanza degli obblighi di trasmissione telematica costituisce illecito disciplinare e, in caso di reiterazione, comporta il licenziamento o, per i medici convenzionati, la decadenza dalla convenzione.
Il lavoratore del settore pubblico non ha nessun altro obbligo (cessa l'obbligo di inviare il certificato tramite raccomandata A/R alla propria amministrazione entro 2 giorni lavorativi).

Quali sono i servizi a disposizione dei medici
I medici possono effettuare le operazioni di predisposizione e invio telematico dei certificati di malattia all'INPS (ma anche le operazioni di annullamento o rettifica di certificati già inviati), sia per i lavoratori del settore pubblico che per i lavoratori del settore privato, attraverso il Sistema di Accoglienza Centrale (SAC) curato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, secondo le seguenti modalità:
a) Utilizzando il servizio WEB, raggiungibile attraverso il sito www.sistemats.it, tramite il quale è anche possibile stampare una copia cartacea del certificato e dell'attestato di malattia, o inviarne una copia in formato PDF alla casella email del lavoratore;
b) Utilizzando il proprio sistema software, opportunamente integrato a cura del fornitore del software medesimo con le funzionalità necessarie per dialogare via web services con il SAC;
c) Utilizzando i Sistemi di Accoglienza Regionali (SAR), in corso di sviluppo in alcune Regioni, che forniranno i servizi necessari per la predisposizione e l'invio dei certificati e ne cureranno l'inoltro al SAC;
d) Utilizzando ulteriori canali (ad esempio sistemi di call center telefonici) che saranno resi successivamente disponibili e la cui disponibilità sarà comunicata tramite il sito www.sistemats.it.
Per poter accedere ai servizi erogati dal SAC, i medici devono disporre di apposite credenziali di accesso (costituite da un codice identificativo e da un PINCODE) che possono essere ritirate presso l'amministrazione territoriale di competenza.
Quali sono i servizi a disposizione dei lavoratori
Il lavoratore deve comunicare al medico il proprio codice fiscale (desumibile dalla propria tessera sanitaria) e comunicare l'indirizzo di reperibilità da inserire nel certificato, se diverso da quello di residenza (o domicilio abituale).
Il lavoratore può chiedere al medico copia cartacea del certificato e dell'attestato di malattia ( fac-simile di certificato e di attestato), ovvero chiedergli di inviare copia degli stessi alla propria casella di posta elettronica o posta elettronica certificata.
In caso di impossibilità da parte del medico di provvedere alla stampa o di inoltrare copia alla casella di posta elettronica del lavoratore, il lavoratore deve comunque richiedere al medico il numero di protocollo identificativo del certificato emesso.
Il lavoratore può accedere al sistema INPS per prendere visione dell'attestato di malattia, relativo ad un certificato ad esso intestato, semplicemente tramite il proprio codice fiscale e il numero di protocollo del certificato ( link al servizio dell' INPS per la visualizzazione degli attestati).
Il lavoratore può inoltre, registrandosi preventivamente al sito dell'INPS, prendere visione di tutti i propri certificati ( link al servizio dell'INPS per la visualizzazione dei certificati).
L'invio telematico effettuato dal medico soddisfa l'obbligo del lavoratore di recapitare l'attestazione di malattia ovvero di trasmetterla tramite raccomandata A/R alla propria amministrazione entro 2 giorni lavorativi successivi all'inizio della malattia.
Quali sono i servizi a disposizione del datore di lavoro
L'INPS mette a disposizione dei datori di lavoro (sia pubblici che privati) le attestazioni di malattia relative ai certificati ricevuti immediatamente, secondo le seguenti modalità:
a) Mediante accesso diretto al sistema INPS tramite apposite credenziali che devono essere richieste dal datore di lavoro all'INPS medesimo, secondo le modalità indicate nella Circolare INPS numero 60 del 16-04-2010.
b) Mediante invio alla casella di posta elettronica certificata indicata dal datore di lavoro, secondo modalità che saranno comunicate dall'INPS.

Tempi di attuazione
a) Attivazione: dal 3 aprile 2010, il medico curante può procedere alle operazioni di predisposizione e di invio dei dati dei certificati di malattia in via telematica.
b) Periodo transitorio: fino al 18 giugno 2010, è riconosciuta comunque la possibilità per il medico di procedere al rilascio cartaceo dei certificati, secondo le modalità attualmente vigenti. Al termine del periodo transitorio, la trasmissione è effettuata esclusivamente per via telematica.
c) Collaudo: nel mese successivo allo scadere del periodo transitorio, sarà attuato un collaudo generale del sistema, secondo modalità definite d'intesa con il Ministero della salute e con il Ministero dell'economia e delle finanze, nonché con la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti.
d) Funzionamento a regime: Il sistema si considererà a regime solo dopo conclusione positiva del periodo di collaudo; solo in tal caso si potrà configurare la responsabilità per la mancata trasmissione telematica del certificato con l'eventuale irrogazione delle sanzioni connesse. Sono fatte salve le eventuali fattispecie derogatorie, come indicato nella circolare del Dipartimento della Funzione Pubblica e del Dipartimento per la digitalizzazione della PA e l'innovazione tecnologica ( Circolare n. 1/DFP DDI del 19-03-2010)

 

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