Assenza per malattia

Previdenza | Giovanni Vezza | 04/05/2010 15:33

Con la circolare n. 7 del 19.2.2010 la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha ulteriormente precisato alcuni punti della disciplina relativa alle visite fiscali per l’assenza dovuta a malattia del lavoratore, mentre la disciplina sostanziale già introdotta con l’art. 71, comma 3, del decreto-legge n. 112 del 2008, rimane invariata. Si ribadisce ulteriormente che la legge ha voluto prevedere per le amministrazioni un dovere generale di richiedere la visita fiscale, anche nelle ipotesi di prognosi di un solo giorno, ma ha tenuto conto anche della possibilità che ricorrano particolari situazioni, che giustificano un certo margine di flessibilità nel disporre il controllo, valutandone altresì l’effettiva utilità.

Ad esempio, nel caso di imputazione a malattia dell’assenza per effettuare visite specialistiche, cure o esami diagnostici, l’amministrazione che ha conoscenza della circostanza a seguito della comunicazione del dipendente, deve valutare di volta in volta, in relazione alla specificità delle situazioni, se richiedere la visita domiciliare di controllo per i giorni di riferimento. Infatti, il tentativo di effettuare l’accesso al domicilio del lavoratore da parte del medico della struttura competente potrebbe configurarsi come ingiustificato aggravio di spesa per l’amministrazione in quanto, in assenza del dipendente, potrebbe non avere lo scopo di convalidare la prognosi. L’interpretazione della Presidenza del Consiglio si rivela particolarmente utile per i medici ospedalieri, che a questo punto possono recarsi a compiere le visite mediche necessarie senza doversi preoccupare dell’eventuale inadempienza dell’obbligo di presenza alla visita fiscale.
 

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