Sanità: una task force tra ministero e sindacati per un futuro di riforme e informatizzazione

Redazione DottNet | 04/05/2010 19:10

Una vera e propria task-force, che mette attorno al tavolo del confronto ministero e Cisl, per ora. Ma che potrà essere allargata a tutte le parti sociali, ''perché nessuna riforma può essere fatta se non insieme ai cittadini e con la disponibilità delle parti sociali ad andare in una direzione condivisa''. L'ha lanciata il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, al termine di un confronto con il sindacato guidato da Raffaele Bonanni sulla sanità. Sistema, quello italiano, che il ministro, come ha raccontato lui stesso, fin dal suo insediamento ha valutato se avesse bisogno ''di essere migliorato. Ma - ha detto - mi sono risposto di no''. Certo, restano criticità da risolvere, a partire dai piani di rientro delle Regioni coi conti in rosso per la sanità. Tema, quest'ultimo, che sarà al centro di ''sub tavoli specifici'', come ha sottolineato lo stesso Fazio, annunciando l'avvio di quattro piattaforme di discussione.

 I primi due tavoli, che saranno coordinati da Filippo Palumbo, capodipartimento della Qualità del ministero, avranno carattere ''tecnico-politico'' e affronteranno da un lato la ''verifica degli indirizzi programmatici del ministero, il percorso assistenziale del cittadino, il governo dell'appropriatezza'', oltre alla ''verifica dello stato di salute delle varie Regioni, i Cup, le liste d'attesa e il processo di informatizzazione della sanità'' che dovrebbe realizzarsi ''nei prossimi due anni'', e dall'altro le questioni ''dell'integrazione socio-sanitaria, i fondi integrativi e la non autosufficienza''. I tavoli tecnici, invece, che saranno gestiti da Giovanni Leonardi, direttore generale risorse umane e professioni sanitarie sempre del ministero, e Fabrizio Oleari, dg della prevenzione sanitaria, si occuperanno ''del personale e della formazione e del problema dell'amianto''. Proprio questi due punti, l'attenzione al personale, anche non medico, e la ''sorveglianza sanitaria'' su diagnosi e terapie per chi è stato esposto all'amianto erano in cima alla lista di richieste avanzate nel corso del convegno dalla Cisl, che ha lamentato ad esempio, lo squilibrio di un sistema in cui ''c'è un dirigente ogni cinque dipendenti'', come ha sottolineato il segretario della Fp Cisl, Giovanni Faverin, ma ''c'è il rapporto più basso tra numero di infermieri e popolazione''. Ma per vincere la sfida ''dell'umanizzazione del sistema'', creando cioè, ''figure che si prendano in carico il cittadino'', mancano ''gli operatori socio-sanitari, che potrebbero essere utilizzati per la disabilità, il sociale, nelle case di riposo, nelle famiglie e negli ospedali per sostituire turni scoperti dagli infermieri''. In Italia, ha aggiunto, ''se ne contano 70 mila, mentre ne servirebbero circa 300mila''. Proprio in tempo di crisi, ha rilevato il segretario generale del sindacato, Raffaele Bonanni, chiudendo i lavori, ''occorre costruire un patto di responsabilità sul Welfare e sulla spesa pubblica: o si fa adesso, oppure scuola, sanità e altri servizi essenziali saranno inevitabilmente ridotti''.

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