Smi mette firma “tecnica” su convenzione medicina generale

Adelaide Terracciano | 05/05/2010 10:50

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Lo Smi, il sindacato dei medici italiani, ha deciso di mettere la firma 'tecnica' sulla nuova convenzione di medicina generale e del territorio. E' quanto ha deliberato il Consiglio nazionale del sindacato riunito a Roma. Una riunione in cui l'organizzazione sindacale ha preso posizione anche su altri temi di grande attualità di politica sanitaria, tra cui i certificati di malattia e l'ipotesi avanzata dal ministro della Salute Ferruccio Fazio sui medici di famiglia nelle farmacie.
"Confermiamo la nostra ferma contrarietà rispetto a uno dei peggiori accordi nazionali del settore di questi anni, l'abbiamo definito la convenzione 'truffa' ma - ha detto il segretario generale Smi Salvo Calì - non possiamo non firmare perché è nostro dovere evitare che nelle trattative decentrate si peggiorino ulteriormente le condizioni dei medici di medicina generale e del territorio. Lo Smi sarà presente per vigilare e per dare il consueto contributo di analisi e proposte".

Oltre al rinnovo della convenzione, ci sono però altri nodi che preoccupano lo Smi. Uno su tutti: l'introduzione del nuovo sistema di certificazione online. "Accogliamo con favore - ha sottolineato Calì - la correzione di rotta di Brunetta che elimina l'obbligatorietà di diagnosi documentata nelle certificazioni delle malattie. Questo - ha aggiunto - è il primo risultato di una lunga battaglia condotta dai sindacati, con in prima linea lo Smi. Rimangono, però, ancora sul tavolo molti problemi: le risorse inadeguate previste per questo progetto, la scarsa mappatura delle criticità presenti sul territorio, a partire da quelli legati alla capillarità e all'efficienza della rete informatica, la necessità di prevedere una congrua fase di transizione tra un sistema ed un altro". Salvo Calì ha inoltre commentato con una
battuta l'ipotesi avanzata dal ministro Fazio sui medici di famiglia nelle farmacie: "Una boutade. L'ennesima. Ancora una volta non è chiaro il progetto del ministro, ed è quindi prematuro esprimere un giudizio. E' vero, però, che ciò che emerge dai mezzi di informazione è preoccupante e vedrà la nostra ferma opposizione".
Il segretario generale dello Smi ha infine lanciato un appello alle istituzioni. "Invece di inventarsi ogni settimana astruse ipotesi sperimentali, perché non si investe su ciò che già esiste, sulla capillarità degli studi medici di famiglia, sulla ricchezza delle nostre cure primarie, riorganizzandole, evidentemente, così da rispondere al mutamento della domanda di salute, all'invecchiamento della popolazione e al nodo della cronicità?", si domanda Calì.
"Sarebbe ora - ha concluso - che la finissimo con la politica degli annunci e degli spot, producono solo preoccupazione e disagio tra i medici. Sediamoci attorno a un tavolo ed affrontiamo i veri nodi: il potenziamento e la modernizzazione dei servizi sanitari sul territorio e la salute dei cittadini".