Scienziati italiani verso vaccino universale Escherichia Coli

| 05/05/2010 11:40

Svelati i misteri che circondano l'Escherichia coli (E. coli). Si apre così la strada verso un vaccino universale in grado di proteggere dalle infezioni causate da questo germe, uno dei batteri più noti agli scienziati, ma contro il quale non è stato ancora messo a punto uno 'scudo' preventivo per la grande varietà dei suoi ceppi. La speranza di un vaccino universale, in grado di proteggere soprattutto i bambini, viene da una ricerca italiana, firmata dal team di Rino Rappuoli, Global Head of Vaccines Research di Novartis Vaccines and Diagnostics.
Per la prima volta lo studio ha messo a confronto tutti i ceppi del microrganismo in grado di dare o meno infezioni, facendo uso della genomica, la branca della biologia molecolare che si occupa dello studio del genoma degli organismi viventi. L'infezione da E. coli, germe che normalmente vive all'interno dell'intestino umano dove si riproduce a una temperatura di 37 gradi, oltre a essere il responsabile di circa l'80% delle infezioni delle vie urinarie, è particolarmente temibile per i neonati.

Infatti, proprio questo batterio e in particolare i ceppi che contengono il polisaccaride K1, rappresentano la seconda causa di meningite neonatale. Grazie a questa nuova approfondita analisi pubblicata su 'Proceedings of the National Academy of Sciences', che ha confrontato ceppi batterici patogeni e non, si è arrivati a identificare 230 antigeni presenti esclusivamente nei batteri responsabili di quadri clinici significativi.
Questi antigeni sono stati analizzati per la loro capacità di indurre una risposta immunitaria protettiva, cioè stimolare la produzione di anticorpi specifici in grado di proteggere dalla malattia. In questo modo sono stati identificati i nove migliori antigeni in grado di proteggere dai segni e sintomi legati all'infezione da E. coli patogeni. "La genomica - spiega Rappuoli in una nota - offre potenzialità sempre maggiori nella ricerca e grazie a essa abbiamo trovato antigeni che nessuno aveva identificato prima, nonostante l'E. coli sia uno dei patogeni conosciuti da più tempo e più a fondo. Questi antigeni sono in grado di proteggere nei modelli che sono stati individuati, ma sono anche presenti e conservati in quasi tutti gli E. coli patogeni, e quindi - conclude l'esperto - hanno la potenzialità per essere utilizzati come componenti di un vaccino universale".
Fonte: Adnkronos
 

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