Federfarma, no al taglio dei prezzi dei generici

Redazione DottNet | 19/09/2008 21:17

Il taglio dei prezzi dei farmaci generici, ipotesi già vagliata a livello tecnico dal ministro del Welfare e dell'Agenzia del farmaco e ora al vaglio del tavolo sulla farmaceutica, viene respinto dalla Federfarma, l'associazione delle farmacie private, che giudica ''ingessata'' la proposta suggerita dalle regioni.

''Adesso al Tavolo delle trattative hanno cambiato idea sulla flessibilità - ha commentato Annarosa Racca, Presidente di Federfarma - ma rendere rigide le condizioni applicate dai fornitori alle farmacie nella vendita di farmaci significa proprio ingessare il mercato''. Una parte del pacchetto di misure per tagliare ulteriormente la spesa farmaceutica, ''peraltro in calo del 6,8% nel 2007 e in forte calo anche quest'anno'', ricorda Racca, di fatto, secondo i farmacisti, ''disincentiverebbe il farmacista a proporre l'equivalente, lasciandogli solo l'onere di informare, e fissare condizioni di acquisto rigide vuol dire impedire alla farmacia di avere un magazzino ben fornito''. Tutto ciò in contrasto con l'azione del Consiglio dei Ministri che, poche settimane fa, ha rinviato alla Corte Costituzionale una legge della Regione Puglia che imponeva condizioni di acquisto fisse a industria, grossista e farmacia, sostenendo che tale norma ''incide sull'autonomia contrattuale delle parti nella determinazione di accordi sulla distribuzione di farmaci''. Sarebbe ''paradossale'', per i farmacisti, che ''oggi il Governo facesse propria questa impraticabile proposta, presentata al tavolo tecnico, basata sullo stesso principio duramente criticato nel ricorso alla Corte Costituzionale meno di due mesi fa''.

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