Novità hi-tech “Made in Pisa” per cura percutanea cancro rene prostata e fegato con le microonde

Adelaide Terracciano | 06/05/2010 11:57

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Un brevetto 'made in Pisa' per curare il cancro con le microonde. Grazie a una nuova tecnologia sviluppata nel 2001, il fisico del Cnr Iginio Longo, con la collaborazione dei medici del gruppo di Franco Mosca, dell'Unità operativa di chirurgia generale I dell'Azienda ospedaliero universitaria pisana (Aoup), ha sviluppato un brevetto riconosciuto a livello mondiale che ha portato allo sviluppo di una nuova macchina per la distruzione dei tumori con l'utilizzo delle microonde.
L'apparecchiatura - riferisce l'Aoup in una nota - è stata sviluppata e costruita in Italia dall'azienda HS Hospital Service Spa di Aprilia (Latina). Per la potenza liberata e la rapidità di applicazione, rappresenta un'innovazione tecnologica importante non solo per la cura percutanea dei tumori (fegato, prostata, rene e altri), ma anche per l'esecuzione, in maggior sicurezza e con scarse perdite di sangue, di interventi chirurgici sul fegato, consentendo quelli altamente demolitivi anche nei pazienti con forte rischio emorragico.

"La sperimentazione - spiega Longo - è cominciata molti anni fa nei laboratori di San Piero a Grado (Pisa). La sfida per noi era realizzare un dispositivo per la termo ablazione minivasiva, che sostituisse la chirurgia tradizionale ottenendo risultati identici, ma con minore disagio per il paziente. Finora la tecnologia si era misurata con dispositivi laser, a radiofrequenza, a ultrasuoni, ma con le microonde bisognava ancora studiare. Così ci siamo messi d'impegno per realizzare un 'probe' che superasse in performances tutte le altre tecnologie - grazie alla peculiarità tipica delle microonde di propagarsi per irraggiamento di energia, anziché per conduzione di calore - ma che fosse miniaturizzato. Il nostro prototipo è diventato un brevetto internazionale nel 2001. E oggi, a distanza di un anno dalla realizzazione del modello di ultima generazione sperimentato con successo, accogliamo questo risultato con una punta di orgoglio innanzitutto perché siamo utenti del Servizio sanitario nazionale, secondariamente in quanto pisani e il brevetto è interamente 'made in Pisa', e infine perché la sua commercializzazione negli ospedali può rappresentare un impulso per l'industria italiana in un periodo di forte crisi economica".
Le prime resezioni del fegato con l'ausilio della nuova apparecchiatura sono state eseguite nell'Unità operativa di chirurgia generale dell'ospedale 'Lotti' di Pontedera, diretta da Orlando Goletti, in pazienti affetti da metastasi epatiche con ottimi risultati e ridottissime perdite di sangue, vista l'elevata efficacia della procedura. "Abbiamo selezionato accuratamente i pazienti per questo tipo di intervento - spiega Goletti - Uno degli ultimi casi trattati, ad esempio, è un paziente di 40 anni con una grossa metastasi epatica fino a qualche tempo fa considerata incurabile e inoperabile, per le dimensioni della parte d'organo da asportare e per il grosso rischio di sanguinamento. Grazie alle microonde, invece, durante l'intervento è stato possibile introdurre nell'organo la piccola antenna propagatrice e necrotizzare via via le parti da asportare, rendendo il tessuto praticamente esangue per procedere alla resezione senza alcun rischio di emorragia". L'utilizzo di tale macchina, oltreché per i tumori del fegato, del rene, della prostata e anche della mammella, consente la cura immediata anche di quelle lesioni che, per motivi tecnici, non sono trattabili con resezione chirurgica, ma che possono essere facilmente e rapidamente distrutte con questa nuova tecnologia.
"Adesso il nostro obiettivo - aggiunge Mosca, nel cui reparto la nuova apparecchiatura arriverà fra pochi giorni e sarà utilizzata dall'equipe composta da Giulio Di Candio, Alessandro Campatelli e Francesco Porcelli - è di costituire un gruppo di lavoro nell'ambito dell'Health Technology Assessment della Regione Toscana, in modo tale da validare questa procedura e diffonderla nelle aziende ospedaliere, una volta dimostrato che si tratta del protocollo terapeutico ideale per determinati casi clinici. E di arrivare, nel giro di qualche anno, a dei dati di risultato imbattibili. Serve pertanto uno studio randomizzato, che confronti questa metodica con altre già in uso da tempo e una grande collaborazione". La tecnica di resezione epatica con la nuova apparecchiatura a microonde verrà presentata martedì prossimo dai medici pontederesi ai medici oncologi della Toscana, durante le consuete videoconferenze organizzate dall'Istituto toscano tumori e coordinate da Lucio Luzzato.
Fonte: Adnkronos