Dieci milioni gli italiani che soffrono di malattie respiratorie

Redazione DottNet | 19/09/2008 21:33

In Italia le malattie dei bronchi e dei polmoni affliggono 10 milioni di persone, di cui 8 milioni in forma cronica. Il costante incremento della loro diffusione è dovuto anche all'invecchiamento della popolazione.

Questi i risultati dell'indagine sulla diffusione delle patologie respiratorie, nata dalla collaborazione tra l'Eurispes e la cattedra di chirurgia toracica della università di Tor Vergata di Roma, diretta da Claudio Mineo. In Italia - secondo quanto riporta l'indagine - il tasso di mortalità (per 10.000 persone) per malattie respiratorie è 5,48 (8,62 dai 60 ai 79 anni e 80,44 dagli 80 anni in su), mentre quello per tumori maligni della trachea, bronchi e polmoni e' 5,42. L'incidenza delle patologie aumenta esponenzialmente con l'aumentare dell'età. Per quanto concerne i tumori maligni, il tasso dei decessi risulta infatti estremamente basso nei giovani fino ai 34 anni, basso negli adulti dai 35 ai 59 anni (2,1), per poi subire un aumento esponenziale nella classe d'età che va dai 60 ai 79 anni (17,19) e, in misura ancora maggiore, dagli 80 anni in su (26,1). I soggetti che dichiarano di soffrire di bronchite cronica e enfisema sono 2.592.000. Il tasso di incidenza risulta più elevato nell'Italia centro-meridionale che in quella settentrionale, con un picco in Umbria (68,7). L'asma bronchiale cronica è invece più frequente al Centro, meno al Sud e nelle Isole. Il fumo rappresenta la prima causa di malattia: in Italia, la quota dei forti fumatori (oltre 20 sigarette al giorno) risulta significativa e allarmante per i rischi derivanti per la loro salute: il 7,48% in media, con un picco del 9,86% nelle Isole ed un minimo del 5,72% nel Nord Ovest. Il secondo fattore di rischio per le patologie respiratorie è costituito dall'esposizione professionale a sostanze nocive come sostanze chimiche, polveri, fumi. Nel settore agricolo, il tasso per 1.000 persone di affetti da bronchite cronica/enfisema è pari a 32,9 (contro una media di 21,1). L'asma bronchiale cronica raggiunge il 36,2 nel settore di intermediazione e noleggio e il 31 in agricoltura. Forte è anche l'influenza dell'inquinamento atmosferico: le stime fornite dall'Apat relativamente alle emissioni di inquinanti in atmosfera evidenziano un costante aumento delle emissioni di anidride carbonica: da 312.782.685 tonnellate nel 1980 a 354.575.146 nel 1990, fino a 383.669.797 nel 2004. Il rischio di sviluppare patologie respiratorie croniche di tipo ostruttivo sembra correlato anche a un'alimentazione povera di sostanze antiossidanti (frutta e verdure) e all'abuso di alcool.

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