Riforma delle professioni, prima riunione il 20 maggio

Professione | Redazione DottNet | 11/05/2010 13:57

E' partito il conto alla rovescia per la messa a punto di un primo documento di riforma delle professioni sanitarie. E' infatti prevista per il 20 maggio, esattamente tra dieci giorni, la riunione di tutti i presidenti degli Ordini e dei Collegi professionali della sanità (medici, odontotecnici, veterinari, farmacisti, infermieri, ostetriche, tecnici radiologi, psicologi) da cui dovrebbe uscire la bozza da consegnare al ministero della Salute. L'intenzione è poi quella di ridiscutere e inglobare questa bozza, o parte di essa, all'interno della riforma generale delle professioni, a cui sta lavorando il ministro della Giustizia Angelino Alfano. Ma su questo punto c'è ancora molta incertezza.

Ci sono infatti da valutare le singole peculiarità che contraddistinguono le professioni sanitarie da quelle dell'area tecnico-giuridica ed economica. Insomma, il 20 maggio una prima riforma sarà tratteggiata, su come poi questa diventerà legge c'è ancora incertezza. "Stiamo cercando - spiega il presidente degli Ordini dei medici (Fnomceo), Amedeo Bianco - di evidenziare gli aspetti di specificità propri del settore sanitario, ad esempio in materia di tariffe e onorari, pubblicità, certificazione dei professionisti, società professionali, formazione. Resta da vedere quali di questi aspetti potranno seguire un percorso comune con le altre professioni e quali di questi dovranno invece imboccare una strada distinta, più autonoma". Tra le particolarità delle professioni sanitarie la più marcata sembra essere proprio la formazione. "Chi studia legge - afferma il numero uno della Fnomceo - può fare l'avvocato o il giudice, chi studia architettura può diventare designer, ma chi studia per diventare infermiere - aggiunge Bianco - può solo fare l'infermiere".Il presidente della Fnomceo e gli altri presidenti delle professioni sanitarie stanno inoltre affrontando il tema dell'ammodernamento degli Ordini professionali, nonché la trasformazione in Ordini degli attuali Collegi (infermieri e ostetriche, per esempio). L'ammodernamento degli Ordini, come già affermato dal presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani (Fofi), Andrea Mandelli, "dovrebbe seguire un percorso interno al ministero della Salute, ovviamente anche in funzione delle conclusioni cui si giungerà al Tavolo Alfano".

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