Certificati on line, parla Angelo Testa (Snami): Invito Brunetta a trascorrere una giornata con un medico

Silvio Campione | 12/05/2010 15:43

“Non sappiamo nulla, navighiamo nel buio”. Angelo Testa, segretario dello Snami tuona contro la normativa di Brunetta sulla certificazione di malattia che per il momento non decolla.
Quanti Pin sono stati consegnati finora?
Nessuno. La distribuzione è ferma come un mese fa, quando con grande enfasi è stata annunciata la l’innovazione. Da allora non è stato fatto alcun passo avanti
D’accordo, ma prima occorre comunicare ai medici le modalità di consegna del Pin
Certo. Ma neppure quel passo è stato fatto. E guardi le aggiungo altro.
 

Dica
Non è ben chiaro neppure da chi deve arrivare la comunicazione su come e quando si consegneranno i Pin. Anche su questo punto regna la massima incertezza. Intanto però è stata allarmata la categoria con una serie di minacce che, vista la situazione, non stanno né in piedi e né in terra.
Eppure la circolare diffusa dal ministero parla chiaro
Certo. Su quello non c’è dubbio. Soprattutto per quanto riguarda le sanzioni e per i toni trionfalistici delle dichiarazioni politiche.
Pare si risparmino 500mila euro l’anno, secondo il ministro.
Vorrei sapere come. Il problema si sposta, ma si continuerà a stampare. Forse il risparmio sarà per le casse pubbliche ma non per noi medici, che, anzi, dovremo dotarci di un’apparecchiatura informatica ben più sofisticata. Sarebbe certamente più semplice se anche il cittadino collaborasse.
Come?
Semplice: noi diamo la possibilità al paziente di collegarsi al sito Inps e lui stesso si scarica e si stampa il certificato che gli appartiene, facilitando il compito a noi e allo stesso assistito.
Com’è la situazione negli ospedali?
Si continua a dimettere i pazienti senza certificati. E gli ammalati li vengono a chiedere a noi, come sempre. Ma di questo passo, le assicuro, li rimanderemo indietro. I certificati se li facessero firmare dal medico ospedaliero.
Lei, però, si è dimostrato disponibile nei confronti di Brunetta.
Certo. Siamo aperti al dialogo, ma soprattutto per apportare correzioni che riteniamo fondamentali per la categoria.
Secondo lei saranno rispettate le scadenze imposte dalla normativa?
Per la verità io dubito addirittura che il sistema possa reggere così com’è strutturato.
Cosa vorrebbe dire al ministro?
Di trascorrere una giornata con me in laboratorio. Fargli vedere che cosa significa fare il medico, stare a contatto con i pazienti, dialogare con loro. Abbiamo molte responsabilità, se poi dobbiamo fare anche gli informatici…
 

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