Più giovani con il cervello ricaricato

Redazione DottNet | 20/09/2008 21:15

cervello invecchiamento longevità neurologia

  'Ricaricare' il cervello con deboli scosse elettriche per migliorare le performance e combattere l'invecchiamento. E' questa l'idea di Alberto Priori, direttore del Centro di ricerca per le neuronanotecnologie e la neurostimolazione dell'Irccs Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena di Milano, il cui gruppo di ricerca ha presentato i propri studi a 'Longevamente', il primo congresso medico dedicato alla longevità 'sostenibile' di Milano. 

''Si tratta di una nuova tecnica simile a quelle di stimolazione muscolare - spiega Priori - che agisce sul cervello con deboli correnti elettriche applicate alla cute dello scalpo''. Con questa metodica, ancora sperimentale, si vanno a stimolare particolari aree del cervello che sono coinvolte nelle funzioni cognitive, migliorando memoria, vigilanza e tempi di reazione. ''E' una tecnica - aggiunge - che permette di amplificare i risultati ottenuti grazie alla 'neurobica', la ginnastica mentale che aiuta a preservare le funzioni cognitive con esercizi definiti da protocolli particolari. La nostra ipotesi è che la stimolazione associata alla neurobica possa davvero ritardare l'invecchiamento della mente''. Proprio per verificare meglio questa ipotesi, continua Priori, nel secondo semestre del 2009 partirà al Policlinico un ampio studio su un centinaio di anziani sani, con i quali si metteranno a confronto gli effetti della neurobica con quelli ottenuti con le due tecniche combinate. Il meccanismo con cui le correnti agiscono sul cervello, precisa l'esperto, non è ancora del tutto chiaro, ma pare che ''campi elettrici costanti possano potenziare il funzionamento delle sinapsi'' che permettono la comunicazione tra i neuroni. Un potenziamento che non solo giova alle persone sane, ma anche ai malati di Alzheimer. Come ricorda Priori, un gruppo di ricercatori dell'Università Statale di Milano ha osservato che la stimolazione induce, per circa un'ora, un miglioramento della memoria negli anziani malati. ''Ora stiamo conducendo uno studio più ampio - sottolinea - per osservare gli effetti di una stimolazione quotidiana''. Ma non solo: ''a breve sarà pubblicato un nostro studio - conclude - che dimostra come la stimolazione elettrica sia efficace anche per la depressione maggiore: quasi tutti i pazienti trattati non hanno avuto bisogno di sottoporsi al tradizionale elettroshock, che rimane un intervento costoso, invasivo e molto traumatizzante''.