A Milano 'comunicazione aumentativa alternativa' per bimbi tracheotomizzati o con gravi disabilità e problemi neurologici

| 17/05/2010 11:36

neurologia pediatria tracheotomia

Tabelle con foto e disegni per 'dare voce' a chi non riesce a comunicare: dai bimbi con disabilità e problemi neurologici gravi ai pazienti intubati o tracheotomizzati, fino ai cittadini stranieri. Si chiama 'comunicazione aumentativa alternativa' ed è pronta a sbarcare a Milano, dove l'assessore comunale alla Salute, Giampaolo Landi di Chiavenna ha in cantiere una sperimentazione pilota.
Il progetto 'Comunicare in ospedale' è stato presentato in questi giorni nel capoluogo lombardo da Landi e dal presidente del Centro Benedetta D'Intino onlus, Cristina Mondadori. Primo passo: un seminario, che si è svolto a Palazzo Marino, condotto dal pioniere di questa forma di comunicazione, John M. Costello, direttore del programma del Children's Hospital di Boston (Massachusetts).

Poi partirà la sperimentazione di un anno nei più grandi ospedali di Milano. "Questo tipo di approccio clinico - spiega l'assessore in una nota - non è solo un modo di prestare attenzione al malato, ma anche di garantirgli cure ed assistenza appropriata". Perché "una comunicazione limitata - avverte Costello - incide sulla sicurezza del paziente. I malati ricoverati che hanno difficoltà a esprimersi, corrono un rischio tre volte maggiore di subire gravi eventi medici ed eventi sentinella, oltre a non aderire alle terapie". Questi pazienti, prosegue l'esperto Usa, "presentano tassi più alti di ospedalizzazione e di complicazioni da farmaco, aumento del rischio cure tardive e aumento della durata del ricovero". La comunicazione aumentativa alternativa si avvale di strumenti visivi, sensoriali, iconografici per ovviare alla mancanza di parole sfruttando tutte le risorse cognitive e psicologiche non verbali. E' un approccio clinico multidisciplinare, che riunisce le competenze di logopedisti, neuropsichiatri, educatori, terapisti occupazionali per supportare i pazienti che si trovano nella condizione, temporanea o permanente, di non poter usare il linguaggio. "In vista dell'Expo 2015 - conclude Landi - è nostra preoccupazione potenziare l'accessibilità dei servizi ai cittadini, lavorando per costruire attorno a loro condizioni di cura accoglienti".
Fonte: Adnkronos